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Numero 28.3 Nutrizione

Comportamento alimentare nel gatto

Pubblicato il 12/12/2018

Scritto da Jon Bowen

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Tutti dobbiamo mangiare per sopravvivere. Ma per l’uomo, mangiare può essere molto più di un semplice compito da svolgere quotidianamente; i tempi che dedichiamo ai pasti ci permettono di riposare e rilassarci, e magari incontrare amici o familiari per gustare insieme il cibo. Ma dal punto di vista di un gatto, il valore del pasto non è proprio lo stesso, come spiega Jon Bowen.

Comportamento alimentare nel gatto

Punti Chiave

In natura, ipotizzando che abbiano libero accesso al cibo, i gatti si nutrono per un periodo di 24 ore, con la maggior parte dell’attività alimentare in prossimità dell’alba e del tramonto.


I gatti sono fortemente sensibili al sapore degli aminoacidi e dei nucleotidi, e mostrano forti preferenze o avversioni per determinati gusti.


I gatti tendono a seguire routine piuttosto rigide, e se il proprietario ha uno stile di vita irregolare, questo può creare una quotidianità stressante e imprevedibile per il gatto.


I proprietari tendono a credere che offrire cibo equivalga a prendersi cura del proprio gatto, ma dovrebbero capire che esistono anche altri modi per mostrare attenzione.


Introduzione

L‘empatia è alla radice della gestione dei pet; il senso di un‘esperienza emotiva condivisa non è solo la base del legame uomo-animale, ma anche l‘origine dei suoi benefici chiave per i proprietari di pet. Una recente dichiarazione scientifica dell‘American Heart Association ha indicato che la gestione dei pet è fortemente associata a una serie di benefici per la salute cardiovascolare, ma questi benefici non sono correlati solo alla presenza di un pet in casa, ma anche alla qualità del legame con quest‘ultimo 1

Sebbene la ricerca in questo settore sia limitata, si sta accumulando un‘evidenza secondo cui i pet con problemi comportamentali potrebbero influenzare negativamente lo stile di vita e il benessere dei proprietari. Ad esempio, uno studio su proprietari di cani ha scoperto che, sia i problemi comportamentali principali (come aggressività e ansia da separazione), sia i problemi minori (come tirare stando al guinzaglio ed essere irrequieti) possono avere un impatto significativo sullo stile di vita e la soddisfazione del proprietario di pet 2. È verosimile che i gatti asociali, distruttivi o che mostrano comportamenti domestici di minzione o defecazione inappropriate abbiano gli stessi tipi di impatto sullo stile di vita del proprietario.

Offrire cibo a un pet è un importante mezzo di espressione umana dell’attenzione.
Figura 1. Offrire cibo a un pet è un importante mezzo di espressione umana dell’attenzione. © Shutterstock

I pet offrono ai proprietari la possibilità di ricevere sostegno emotivo da un soggetto che non critica e non giudica, e allo stesso tempo di fornire in cambio attenzioni. Essendo espressioni di empatia, sia dare che ricevere attenzione fornisce simili benefici emotivi positivi alle persone e l‘offerta di cibo diventa un importante mezzo dell‘espressione umana di attenzione 3. Quindi, per alcune persone, e soprattutto per i proprietari di gatti, offrire cibo e vedere che viene mangiato, sono aspetti importanti per esprimere attenzione, e chi sta fuori casa per molto tempo ogni giorno, per lavoro o per altri motivi, può considerare l‘alimentazione come il principale punto di contatto con il proprio pet (Figura 1).

Tale interazione funziona perfettamente per un pet come il cane, dove l‘alimentazione è un‘attività sociale e la frequenza dei pasti è flessibile. I cani si adattano facilmente ad avere uno, due o tre pasti al giorno, mostrano apprezzamento per l‘offerta di cibo, e accettano generalmente restrizioni sugli orari e i tipi di alimentazione. Tuttavia, gli schemi venatori e alimentari dei gatti rendono difficile per loro adattarsi, o mostrare più di tanto apprezzamento per i tentativi umani di dare attenzione attraverso l‘offerta di cibo (Figura 2). Infatti, come si vedrà, lo sfasamento tra le motivazioni e i comportamenti alimentari dei gatti e delle persone può causare problemi comportamentali che danneggiano lo stile di vita del proprietario e il legame uomo-animale.

Cosa costituisce un comportamento venatorio e alimentare normale? 

In natura, e quando hanno libero accesso al cibo, i gatti si nutrono per un periodo di 24 ore 4. La frequenza dei pasti può arrivare fino a 20 volte al giorno 5, sebbene sembrino esistere variazioni tra le razze feline; ad esempio, un piccolo studio sui gatti Bengala ha mostrato una frequenza media dei pasti più elevata rispetto ai gatti domestici a pelo corto 6.

Gli schemi di attività e quelli alimentari dei gatti e dell’uomo differiscono in modo significativo, come mostra questo diagramma.
Figura 2. Gli schemi di attività e quelli alimentari dei gatti e dell’uomo differiscono in modo significativo, come mostra questo diagramma. © Jon Bowen

Per i gatti selvatici, la frequenza dei pasti dipende dalla disponibilità di cibo e dal successo nella caccia, e quindi dalla disponibilità di prede. I gatti visitano regolarmente una serie di aree di caccia nel loro territorio, concentrandosi sui periodi in cui è probabile che la loro preda sia attiva o facile da catturare. In genere, questo significa che i gatti cacciano più attivamente all‘alba e al tramonto, sebbene possano farlo anche di notte, quando può essere più facile catturare gli uccelli posati. Con un sistema visivo che si è evoluto per funzionare al meglio in condizioni di scarsa illuminazione, i gatti hanno inoltre difficoltà ad affrontare la luce solare intensa, motivo per cui sono solitamente meno attivi durante le giornate di sole. Le prede sono di piccole dimensioni e comprendono sia vertebrati che invertebrati(7, ma poiché ogni cattura è fondamentalmente un piccolo pasto pronto per il consumo che fornisce energia solo per poche ore di attività, la sazietà svolge un ruolo minimo nella regolazione della caccia o dell‘alimentazione. Dopo aver mangiato, il gatto deve tornare rapidamente a cacciare per ottenere il pasto successivo. Di solito, i gatti non mangiano pasti abbondanti, dato il volume limitato del loro stomaco.

Durante la caccia, il gatto adotta una postura corporea accovacciata per rendersi meno visibile, prima di lanciare un attacco predatorio al momento più opportuno.
Figura 3. Durante la caccia, il gatto adotta una postura corporea accovacciata per rendersi meno visibile, prima di lanciare un attacco predatorio al momento più opportuno. © Shutterstock

In ogni area di caccia, il gatto va alla ricerca di odori e segni di alterazione locale che potrebbero indicare un‘attività recente della preda nell‘area stessa. Quindi, si apposta in un punto nelle vicinanze da cui poter lanciare un attacco nell‘area dove è più verosimile che la preda arrivi. Il gatto aspetta alcune decine di minuti prima di trasferirsi in un‘altra area. Il comportamento predatorio è anche attivato dai suoni acuti e movimenti rapidi di oggetti delle dimensioni di una preda; se questi vengono rilevati, il gatto si blocca, adotta una postura corporea accovacciata per rendersi meno visibile, localizza la preda, attende che questa si avvicini (o si avvicina alla preda con cautela) e infine lancia un attacco predatorio al momento più opportuno (Figura 3). Quando avvengono, questi attacchi sono rapidi ma brevi, e si verificano solo su brevi distanze pari a poche lunghezze del corpo.

I gatti hanno un‘acuità visiva più limitata nelle distanze inferiori a 15-20 cm, quindi durante la fase finale di un attacco predatorio il gatto dipende dalle vibrisse e dalla sensazione tattile dei tessuti periorali. Non appena il gatto ha afferrato la preda, la pressione del morso è sotto il controllo dei riflessi locali, quindi il gatto morde automaticamente più forte se la preda si muove nella bocca. Questo è uno dei motivi per cui i morsi del gatto possono essere così dolorosi per i proprietari ed è la ragione per cui è importante non utilizzare mani e piedi per invogliare i gatti a giocare.

Gli schemi dell‘attività predatoria dei gatti comportano molti spostamenti tra le aree di caccia, ricerche del cibo e attese. Dopo aver catturato la sua preda, il gatto la riporta nel suo territorio principale dove può mangiarla lontano da occhi indiscreti. Per i gatti domestici, questo può significare portare la preda a casa per mangiarla, perché questo è un posto più sicuro e rilassante; non significa che la preda sia un “regalo“ per il proprietario e neppure un segno che il gatto non è soddisfatto del proprio cibo. Questo è anche il motivo per cui alcuni gatti tolgono il cibo dalla ciotola per mangiarlo altrove; vogliono più privacy durante il pasto. I proprietari devono considerarla un‘indicazione del fatto che la ciotola del cibo è nel posto sbagliato per il gatto, o che questo è frustrato dal dover condividere una ciotola del cibo con altri gatti della casa. I gatti liberi di vagabondare tendono a tenere lontane fra loro le aree per le latrine, la caccia e il riposo; quindi, è possibile che le corrispondenti aree in casa siano troppo vicine tra loro, con l‘ulteriore conseguenza che i gatti non vogliono mangiare dalla ciotola che gli viene data. I proprietari vanno pertanto incoraggiati a collocare, ove possibile, ciotole per cibo/ acqua e vaschette per lettiera il più possibile distanti tra loro.

Jon Bowen

Gli schemi venatori e alimentari dei gatti rendono difficile per loro adattarsi, o mostrare più di tanto apprezzamento per i tentativi umani di dare attenzione attraverso l’offerta di cibo.

Jon Bowen

È possibile che una preda più grande, più pericolosa, venga mangiata immediatamente, utilizzando un morso mortale che taglia la colonna vertebrale cervicale. Per lacerare la carne strappandola della carcassa vengono quindi utilizzati i denti ferini 4. Se il gatto non è affamato e la preda è piccola, è possibile che la tenga in vita più a lungo per praticare con questa il comportamento predatorio. In genere, i gatti mangiano i piccoli mammiferi iniziando con la testa per poi passare al corpo e alle zampe. Impiegano un certo tempo per masticare la preda dividendola in pezzi digeribili e può capitare che non consumino l‘intero animale; lo scopo è fare rifornimento e tornare ad assumere comportamenti venatori o di altro tipo. Le parti meno appetibili del corpo, come l‘intestino, sono facilmente abbandonate. Se un gatto cattura cibo in eccedenza, può conservarne una parte seppellendola sotto un mucchietto di terra secca o di foglie. Questo serve da deposito temporaneo di alimenti per alcune ore e può spiegare perché alcuni gatti domestici mostrano comportamenti di ”scavo“ intorno alla ciotola del cibo dopo aver mangiato. 

Quali sapori amano i gatti? 

Come altri carnivori, i gatti hanno importanti aree di perdita del gusto 8; per esempio, sono insensibili ai sapori fruttato-dolci e a quelli salati 9. Sono più fortemente sensibili al sapore degli aminoacidi e dei nucleotidi; tendono a rifiutare il gusto di alcuni aminoacidi (come l-triptofano, che per l‘uomo è un gusto amaro) e sono attratti dal gusto di altri aminoacidi (come la l-glicina). A volte, i proprietari riferiscono che i loro gatti sono attratti da alimenti salati come noci o patatine e da dolci come torte o biscotti, ma questo è probabilmente dovuto ai sapori quasi impercettibili degli aminoacidi che a noi sfuggono completamente, perché la nostra percezione dei sapori salati o zuccherini è del tutto schiacciante. Sebbene i gatti gustino il cibo in modo completamente diverso da noi, questo non significa che talvolta le preferenze umane e feline non si sovrappongano! Ad esempio, anche i gatti rifiutano tipicamente i cibi di sapore amaro, perché è un mezzo per evitare il consumo di sostanze potenzialmente tossiche 10.

Le preferenze alimentari iniziali si sviluppano quando i gattini osservano e replicano le abitudini alimentari della madre. Tuttavia, questa situazione cambia quando i gatti diventano indipendenti e sono esposti alla varietà di alimenti disponibili nell‘ambiente o fornita dai proprietari. Alcuni singoli gatti sono considerati dal proprietario molto schizzinosi per quanto riguarda il cibo. Questo può essere dovuto alla limitata esperienza iniziale di cibi e sapori diversi, che porta alla neofobia. Tuttavia, i gatti mostrano anche un ”effetto monotonia“ nella loro scelta degli alimenti 4; sperimentano un‘avversione crescente per gli alimenti familiari (e anche per le prede conosciute), che può determinare una preferenza per la novità e la diversità alimentare (nella gamma dei cibi e dei sapori che il gatto già conosce). Questo effetto monotonia incoraggia il gatto a mantenere un equilibrio nutrizionale assumendo una vasta gamma di alimenti/prede, ed è maggiore nei gatti a vita libera rispetto ai pet che sono stati allevati con diete commerciali nutrizionalmente complete 11. Questo spiega probabilmente la tendenza di alcuni gatti di proprietà a perdere periodicamente interesse per la dieta abituale, cosa che costringe i proprietari a cercare alternative. 

Cosa guida il comportamento felino?

Probabilmente l‘aspetto più importante del comportamento venatorio e alimentare felino, e del loro comportamento in generale, è il fatto di essere regolato principalmente da fattori ambientali e interni e non dalle interazioni sociali. Quando un gatto è nel suo territorio, i suoi schemi comportamentali non sono influenzati dagli altri gatti; la caccia, l‘alimentazione e la cura di sé (grooming, riposo) sono attività solitarie. I fattori ambientali, come il livello di luminosità e il tipo di vegetazione, forniscono informazioni che permettono al gatto di prevedere quando e dove sarà disponibile la preda. La decisione di cacciare dipende quindi dalle condizioni fisiche del gatto e dall‘equilibrio tra gli stati motivazionali interni contrastanti (ad es. la motivazione alla cura di sé rispetto alla ricerca del partner o alla caccia della preda).

Rappresentazione schematica del territorio di un gatto a vita libera. Tali gatti hanno territori molto estesi (fino a 0,5-1,3 km di lunghezza e superficie complessiva di 300.000-1.700.000 m2 ) con aree multiple per la caccia e le latrine alla periferia, e alcune aree nella parte centrale per mangiare, riposare e fare grooming. Per motivi d’igiene, le latrine sono situate lontano dalle aree di riposo.
Figura 4. Rappresentazione schematica del territorio di un gatto a vita libera. Tali gatti hanno territori molto estesi (fino a 0,5-1,3 km di lunghezza e superficie complessiva di 300.000-1.700.000 m2 ) con aree multiple per la caccia e le latrine alla periferia, e alcune aree nella parte centrale per mangiare, riposare e fare grooming. Per motivi d’igiene, le latrine sono situate lontano dalle aree di riposo. © Jon Bowen

I gatti a vita libera tendono a stabilire routine temporali e spaziali personali piuttosto rigide in tema di comportamento venatorio, alimentare, territoriale e nella cura di sé (Figura 4). Una delle ragioni è che, a differenza dei cani, i gatti non hanno meccanismi comportamentali specifici per regolare i conflitti relativi alle risorse condivise. Al contrario, essi usano marcature olfattive (ad es. con urina e artigli) e segnali di mantenimento della distanza (ad es. posture corporee, espressioni visive e vocalizzazioni minacciose) per distinguersi l‘uno dall‘altro. I gatti formano volontariamente colonie in zone con eccedenza di cibo e ripari, ma questo non comporta una cooperazione simile a quella che può essere osservata in un gruppo di cani. Al contrario, riflette il livello maggiore di tolleranza sociale che hanno i membri di tali gruppi; i gatti socialmente tolleranti possono coesistere e trarre vantaggio da un‘area con maggiore disponibilità di prede e ripari, mentre i gatti socialmente intolleranti non sceglieranno mai di vivere in tali gruppi. Questa combinazione di individualismo e socievolezza facoltativa consente alle specie feline di abitare un‘ampia varietà di ambienti. Il (Riquadro 1) mostra un breve riepilogo del comportamento alimentare felino. 

• I gatti mangiano fino a 20 piccoli pasti ogni giorno.
• Mangiano per un periodo di 24 ore.
• La caccia e l’alimentazione non sono attività sociali regolate dalla presenza di altri gatti.
• I gatti seguono rigide routine personali di caccia, alimentazione e cura di sé.
Riquadro 1. Riepilogo del comportamento alimentare felino.

Quanto facilmente i gatti si adattano alla vita casalinga? 

Questo articolo nasce dall‘idea che per i proprietari l‘offerta di cibo sia un aspetto importante dell‘attenzione. Tutti i tipi di convenzioni sociali umane riguardano questo aspetto ed è generalmente prevedibile che il destinatario del cibo dimostri in qualche modo che i suoi bisogni sono stati soddisfatti. In alcune culture è considerata buona educazione lasciare una piccola quantità di cibo sul bordo del piatto per dimostrare che l‘appetito è stato più che soddisfatto. In altre culture, si considera scortese non ripulire il piatto a fondo e completare il pasto con un potente rutto. In ogni caso, il consumo è un‘evidenza di soddisfazione e i cani sono solitamente più che felici di rispettare questa norma sociale.

I gatti, invece, ritengono che il cibo sia più che altro una sosta per fare rifornimento di energia prima di passare ad altre attività. L‘alimentazione non ha alcun significato sociale e, spesso, i gatti mangiano appena un paio di bocconi prima di allontanarsi dalla ciotola. I proprietari possono scambiare erroneamente questo comportamento come insoddisfazione e sentirsi obbligati a offrire alternative sempre più interessanti. Questo può essere di per sé un problema di poco conto, ma in alcuni casi potrebbe causare una sovralimentazione accidentale ed essere frustrante per il proprietario.

Un problema più grave è rappresentato dalla tempistica e dalla frequenza dei pasti. Dare cibo ai gatti due volte al giorno funziona solo se il cibo rimane fresco e disponibile per tutte le 24 ore. Altrimenti, ci saranno periodi in cui il gatto non avrà accesso al cibo.

In molte case, le ciotole per il cibo sono collocate in prossimità delle aree per le latrine e l’acqua, o dove rumore e attività sono eccessivi. Questo può scoraggiare i gatti a mangiare, soprattutto se nelle vicinanze ci sono altri gatti.
Figura 5. In molte case, le ciotole per il cibo sono collocate in prossimità delle aree per le latrine e l’acqua, o dove rumore e attività sono eccessivi. Questo può scoraggiare i gatti a mangiare, soprattutto se nelle vicinanze ci sono altri gatti. © Jon Bowen
Questa torre fissa obbliga il gatto a spostare il cibo con le zampe attraverso i vari livelli, prima di poter mangiare le crocchette.
Figura 6. Questa torre fissa obbliga il gatto a spostare il cibo con le zampe attraverso i vari livelli, prima di poter mangiare le crocchette. © Ingrid Johnson

 I gatti alimentati soltanto ai pasti cercheranno di adattarsi a questo schema alimentare consumando una quantità di cibo fresco molto maggiore della norma a ogni pasto, cosa che potrebbe essere spiacevole per loro. La situazione è peggiore nelle famiglie in cui convivono più gatti che condividono le ciotole del cibo, perché questo li obbliga a fare la fila per mangiare. Per capire di cosa si tratta, immaginate che invece di avere la vostra porzione a colazione, pranzo e cena ogni giorno, riceviate un unico grosso pasto in tempi casuali una o due volte alla settimana, da condividere con altre persone altrettanto affamate e disposte a tutto pur di ottenere la propria quota di cibo. Fornire cibo a richiesta è altrettanto negativo perché il proprietario sarà facilmente addormentato o assente nei momenti chiave quando i gatti sono più attivi e devono mangiare (ad es. all‘alba e al crepuscolo).

• I gatti devono avere libero accesso al cibo in modo da poter mangiare piccole quantità regolari per tutto il giorno e la notte.
• È normale che i gatti mangino una piccola quantità di cibo e poi si allontanino dalla ciotola.
• Fornire un singolo prodotto alimentare principale, con piccole quantità occasionali di nuovi alimenti, è probabilmente lo schema più naturale per i gatti e la relativa monotonia può contribuire a ridurre il rischio di sovraconsumo.
• I dispenser interattivi possono contribuire a fornire stimoli mentali e dovrebbero essere utilizzati per prevenire il sovraconsumo nei gatti nutriti ad libitum.
• I proprietari devono trovare altri modi per mostrare attenzione, come giocare alla caccia e parlare con il gatto!
Riquadro 2. Consigli per comportamenti alimentari migliori.

A parte la frequenza di alimentazione inappropriata, i pasti e l‘alimentazione su richiesta vincolano la routine del gatto a quella del proprietario. Date le routine piuttosto rigide seguite dai gatti, avere un proprietario che si alza o arriva a casa in momenti diversi durante la settimana può creare una routine imprevedibile e stressante per il gatto.

A dimostrazione di quanto possano essere importanti questi aspetti, almeno due studi hanno indagato l‘importanza della routine e della prevedibilità nella vita dei gatti. Entrambi hanno scoperto che uno schema irregolare di alimentazione, illuminazione, riscaldamento, pulizia e contatto sociale aumenta i comportamenti correlati allo stress. Uno studio condotto su gatti esposti a una routine imprevedibile ha segnalato che gli animali mostravano contenuto aumentato di cortisolo urinario, riduzione del comportamento esplorativo e aumenti negli schemi di eccitazione e tendenza a nascondersi 12. Un altro studio ha scoperto che una routine disturbata in modo analogo aumentava del 60% e di quasi dieci volte, rispettivamente, la minzione e la defecazione fuori dalla cassetta per lettiera 13. Si tratta di una scoperta importante, perché le variazioni intenzionali della routine sperimentate dai gatti in questi studi erano molto simili a quanto deve tollerare il gatto medio. A parte la disponibilità di cibo variabile, i gatti sperimentano spesso cambiamenti improvvisi e inevitabili generati dal proprietario in termini di illuminazione, riscaldamento, presenza di stimolazione e contatto umano.

Quando un gatto inizia a defecare fuori dalla cassetta per lettiera, il proprietario va spesso alla ricerca di un cambiamento significativo o un fattore di stress che potrebbe esserne alla base; sebbene possano essere implicati numerosi fattori, può essere semplicemente il risultato di una mancanza generale di routine e prevedibilità. Nell‘ambito di questa mancanza generale di prevedibilità ambientale, l‘alimentazione è probabilmente l‘aspetto più critico, essendo l‘area in cui i fabbisogni dell‘uomo e del felino sono più incompatibili. È anche il problema più semplice da risolvere, e in molti casi di conflitti tra gatti e di defecazione e minzione inappropriate, la chiave per rimediare consiste nel fornire ai gatti libero accesso al cibo. Tuttavia, è anche importante considerare la collocazione dell‘area di alimentazione all‘interno della casa (Figura 5).

I proprietari devono trovare altri modi per mostrare attenzione, come giocare alla caccia con il gatto.
Figura 7. I proprietari devono trovare altri modi per mostrare attenzione, come giocare alla caccia con il gatto. © Shutterstock

I proprietari sono spesso preoccupati all‘idea di offrire libero accesso al cibo, poiché pensano che questo possa causare obesità. Nella maggior parte dei casi questo non è un problema, purché l‘accesso agli alimenti avvenga attraverso un qualche tipo di dispenser di cibo in forma di giocattolo che rallenta il consumo alimentare (Figura 6), e che il cibo sia abbastanza ricco di proteine. I gatti sembrano mangiare per soddisfare il fabbisogno proteico, e finché consumano il cibo abbastanza lentamente da raggiungere la sazietà, tendono a non consumarne in eccesso. Anche se i gatti da appartamento sono a rischio maggiore di obesità per via della mancanza di attività, è meglio affrontare questo problema fornendo un ambiente più stimolante, insieme a un controllo adeguato del cibo, invece di basarsi esclusivamente sulle restrizioni alimentari.

Fornendo libero accesso al cibo grazie a dispenser interattivi, possiamo dare ai gatti un‘esperienza alimentare più naturale che riduce lo stress e la frustrazione. Tuttavia, è possibile che i proprietari non gradiscano questa soluzione perché elimina la possibilità di rivolgere attenzioni all‘animale. Una soluzione capace di soddisfare sia il proprietario sia il gatto è fornire cibo “giocando alla caccia“. Ad esempio, usando un giocattolo attaccato a una lenza (Figura 7); il gioco inizia muovendo l‘esca in modo che appaia e scompaia dietro i mobili e prosegue gradualmente secondo una sequenza di caccia finché il gioco non termina con la conquista del gustoso bocconcino nascosto nel giocattolo.

I proprietari pensano spesso che i valori umani siano applicabili anche ai gatti, soprattutto quando si parla di cibo e alimentazione e il veterinario deve essere capace di consigliare alcune regole di base su cosa fare (e non fare), come mostrato nel Riquadro 2. Raggiungere il giusto equilibrio tra i fabbisogni del gatto e quelli del proprietario non è troppo difficile una volta che i proprietari comprendono le differenze tra animali ed essere umani e comprendere l‘etologia felina di base può migliorare l‘interazione tra pet e proprietario, con il risultato finale di un legame uomo-animale più completo e soddisfacente.

Riferimenti

  1. Levine GN, Allen K, Braun LT, et al. Pet Ownership and Cardiovascular Risk; a scientific statement from the American Heart Association. Circulation 2013;127(23):2353-2363.
  2. Chan V, Fatjo J, Bowen J. The impact of the dog’s behavior profile on owner satisfaction and lifestyle. In Proceedings, IRSEA congress 2014.
  3. Hamburg ME, Finkenauer C, Schuengel C. Food for love: the role of food offering in empathic emotion regulation. Front Psychol 2014;5;32.
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  13. Stella JL, Lord LK, Buffington CA. Sickness behaviors in response to unusual external events in healthy cats and cats with feline interstitial cystitis. J Am Vet Med Assoc 2011;238;67-73.
Jon Bowen

Jon Bowen

Il dottor Bowen si è laureato presso il Royal Veterinary College nel 1992 e ha trascorso diversi anni in una struttura di prima valutazione per piccoli animali. Scopri di più

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