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Veterinary Focus

Numero 31.2 altro: scientifici

Gestione delle ferite con plasma freddo

Pubblicato il 09/12/2021

Scritto da Christoph J. Klinger

Disponibile anche in Français , Deutsch , Español e English

La terapia con CAPP (Cold Atmospheric Pressure Plasma, plasma freddo a pressione atmosferica) è una tecnologia emergente nel campo veterinario; questo articolo offre un'introduzione a questa procedura innovativa e ai suoi vantaggi per il cane.

 

© Christoph Klinger

A portable cold plasma pen.

Punti chiave

La terapia al plasma freddo è un metodo semplice e indolore, che elimina efficacemente gli agenti infettivi e accelera il processo di guarigione della ferita.

 


Sebbene la CAPP possa essere molto efficace contro i batteri multiresistenti, non elimina la causa sottostante e non deve sostituire la diagnosi clinica.

 


 

Introduzione

Dato il numero crescente in tutto il mondo di infezioni batteriche e fungine farmaco-resistenti, sta diventando sempre più importante sviluppare alternative terapeutiche per tali patogeni infettivi. Il progresso verso metodi sostenibili, fisici o di altro tipo, in grado di eliminare tali agenti problematici appare sempre più essenziale, e la terapia con plasma freddo a pressione atmosferica (CAPP) appartiene a questo tipo di procedure, offrendo un'efficacia comprovata nel trattamento di batteri, virus e funghi resistenti 12345. Inoltre, la tecnica modifica e sovraregola numerosi fattori che promuovono e accelerano la guarigione, particolarmente vantaggioso in pazienti con disturbi della guarigione delle ferite 67. Originariamente utilizzata in medicina umana, la CAPP sta diventando più ampiamente accettata anche in medicina veterinaria, in parte perché è una procedura indolore che può essere applicata senza sedazione 8; l'attuale mancanza di studi sugli animali rende la tecnica ancora relativamente sconosciuta. Questo articolo offre un'analisi approfondita della terapia, e alcuni esempi pratici del possibile uso effettivo su piccoli animali (Figura 1).

CAPP therapy using an argon gas cold plasma pen.

Figura 1. Terapia con CAPP che utilizza una penna con gas argon per l'ulcerazione della pinna auricolare di un cane. © Christoph Klinger

Principi fisici di base e modalità d’azione

Il plasma è talvolta chiamato il "quarto stato della materia" (dopo gli stati solido, liquido e gassoso) ed è essenzialmente una miscela gassosa di ioni o elettroni liberi in uno spazio confinato 9. Esempi naturali del fenomeno includono i fulmini e le eruzioni solari, ma il plasma può anche essere prodotto artificialmente a temperatura ambiente e pressione atmosferica normale, ad esempio accelerando particelle gassose cariche lungo un campo elettromagnetico. È stato dimostrato che la terapia con CAPP influenza positivamente la guarigione tissutale accelerando il processo di guarigione e riducendo la formazione di cicatrici. Il modo in cui produce i suoi effetti non è ancora del tutto chiaro, sebbene sia noto che la CAPP influenzi fortemente alcuni fattori di crescita (es. FGF-7 per la migrazione del cheratinocita), alcune molecole segnale antinfiammatorie (come TGF-β) e varie vie infiammatorie 67891011.

La CAPP era inizialmente utilizzata solo per la disinfezione della ferita e per promuovere la guarigione di soggetti ustionati, ma oggi è indicata in molte altre situazioni. È efficace nel trattamento delle infezioni cutanee, sia semplici che complicate (soprattutto in presenza di patogeni multiresistenti) e per vari altri disturbi della guarigione della ferita, come ad esempio quelli che possono svilupparsi secondariamente al diabete 136. La terapia è ampiamente segnalata come estremamente efficace nel combattere i patogeni batterici, virali e fungini, anche quando c'è formazione di biofilm 2359, e la sua modalità d’azione fisica rende irrilevante qualsiasi resistenza ad antibiotici, antimicotici o antivirali. Gli studi hanno dimostrato che la CAPP ha un effetto batteriostatico eccellente su Staphylococcus aureus spp. meticillino-resistente (MRSA), S. pseudintermedius (MRSP) e su Pseudomonas aeruginosa multi-resistente (MRPA), cioè alcuni dei patogeni cutanei batterici più comuni in medicina veterinaria 1234.

Progettazione e applicazione del dispositivo

Attualmente sono disponibili tre tipi di dispositivi base, ognuno dei quali con vantaggi e svantaggi. Tutti prevedono la creazione di plasma freddo mediante ionizzazione di un gas in stato di plasma, solitamente aria atmosferica (cioè ossigeno e azoto) o un gas inerte, come ad esempio l'argon.

  1. Il dispositivo più semplice ed economico (a partire da € 2.000) crea una carica elettrica sul catodo e utilizza la cute come anodo, con il plasma che viene generato nello spazio ristretto tra i due (Figura 2). I principali vantaggi, oltre al costo, sono la semplicità d'uso e una progettazione relativamente semplice, che consente di poter alimentare il dispositivo a batteria. Alcuni pazienti trovano sgradevole il rumore o la sensazione di "formicolio", che dipende dall'intensità della corrente applicata.
     
  2. Un secondo tipo di dispositivo utilizza un mezzo intermedio (ad es. un tampone di poliuretano) collocato come conduttore elettrico tra il catodo e la cute. Questo riduce o elimina la sensazione di formicolio (Figura 3), anche se può ancora capitare che il contatto diretto con la ferita risulti sgradevole. Questo metodo consente di trattare una superficie relativamente ampia e risparmiare tempo se si trattano ferite più grandi o cani di grossa taglia. Tuttavia, per i pazienti di piccola taglia, le ferite più piccole, o le lesioni delle pliche cutanee, il collocamento corretto del tampone di poliuretano può complicare il procedimento. Inoltre, per ogni paziente è necessario un tampone nuovo, e sebbene i dispositivi siano portatili, richiedono comunque la rete elettrica per funzionare.
     
  3. Un terzo tipo di dispositivo genera plasma partendo da un gas inerte, come ad esempio l'argon, che viene quindi rilasciato sulla punta della penna di trattamento sotto forma di una piccola fiamma o "getto" (Figura 1). Il getto viene trasmesso alla superficie cutanea con movimenti circolari, vicino alla ferita stessa ma senza toccarla. Questo modello consente trattamenti "spot" selettivi, anche nelle pliche cutanee più profonde o in ferite cavitarie, e può consentire la rapida essiccazione delle ferite essudative e purulente, minimizzando al tempo stesso l'irritazione o il rumore. Lo svantaggio risiede nel costo d'acquisto elevato (fino a € 15.000), nel consumo di gas, e nella portabilità molto limitata del dispositivo. 
     

Figura 2. Una penna portatile al plasma freddo che utilizza la cute come anodo per la generazione del plasma. Sono visibili piccoli lampi di luce tra il dispositivo e la lesione. © Christop Klinger

Some devices use foam to provide a wide surface area.

Figura 3. Alcuni dispositivi utilizzano un tampone di poliuretano per offrire una superficie ampia, ideale per trattare le lesioni voluminose. © Christoph Klinger

Christoph Klinger

Ci sono numerose segnalazioni che la terapia con CAPP sia estremamente efficace nella lotta contro batteri, virus e funghi, anche in presenza di biofilm; inoltre, il suo meccanismo d’azione rende irrilevante qualsiasi resistenza ad antibiotici, antimicotici o antivirali.

Christoph Klinger

Tutti e tre i dispositivi sono facili da usare e possono essere azionate da assistenti dopo un breve periodo di formazione; questo consente alla terapia con CAPP di essere convenientemente integrata nella pratica quotidiana, sia in assenza di sterilità come nella sala visite che in una sala operatoria asettica. Essendo indolore, il paziente richiede raramente sedazione o anestesia; il successo dipende dall'identificazione della causa principale del problema 67. La durata e la frequenza di applicazione dipendono in parte dalle specifiche del dispositivo (la profondità di penetrazione varia da alcuni nanometri a pochi millimetri), e in parte dal tipo, dalla profondità e dalla natura della lesione. Generalmente, il trattamento dell'area interessata ogni 2 o 3 giorni per due settimane, ridotto poi a una volta alla settimana, è un regime iniziale solitamente efficace.

Ad oggi, gli effetti indesiderati della CAPP sembrano bassissimi, a parte minima irritazione cutanea in caso di contatto prolungato 8. Sebbene siano stati effettuati pochi studi comparativi per valutare l'efficacia dei vari dispositivi 12, l'autore ritiene che la tolleranza del paziente e la velocità di guarigione appaiano migliori con il terzo tipo di dispositivo. I proprietari sono generalmente molto soddisfatti dai risultati di qualsiasi dispositivo CAPP e sono disposti a pagare costi aggiuntivi per questa terapia.

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