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Veterinary Focus

Numero 32.1 altro: scientifici

Gestione di un neonato malato

Pubblicato il 18/05/2022

Scritto da Sylvie Chastant-Maillard

Disponibile anche in Français , Deutsch , Português , Español e English

La “sindrome del deperimento del cucciolo” è ben riconosciuta nella pratica veterinaria, e questo articolo offre un approccio pratico al problema. 

. I cuccioli ricoverati dovrebbero essere tenuti in un’incubatrice dedicata

Punti chiave

Un neonato che sembra malato è da considerare un’emergenza e deve essere visitato il più presto possibile.


È importante monitorare e controllare le condizioni ambientali del neonato, soprattutto per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e l’igiene.


Una buona assistenza, compresa la nutrizione e l’induzione della defecazione e della minzione, svolge un ruolo essenziale per migliorare le possibilità di recupero. 


La setticemia è il problema più frequente riscontrato nel periodo neonatale, ma anche la “sindrome 4I” svolge un ruolo importante nella malattia e nella morte neonatale.


Introduzione

In medicina veterinaria, i pazienti di età inferiore a tre settimane sono fragili e, per vari motivi, possono peggiorare molto rapidamente in caso di malessere. Nell’85% dei cuccioli che muore entro il primo mese di vita, i segni clinici compaiono meno di cinque giorni prima della morte; quindi, i neonati che sembrano malati, devono essere trattati come casi di emergenza non appena il proprietario contatta la struttura, e il trattamento viene solitamente implementato prima di (e il più delle volte senza) una diagnosi precisa. I segni clinici nei neonati sono solitamente aspecifici e possono includere distress respiratorio, lamenti, distensione e dolore addominale, anoressia, crescita inadeguata, debolezza e ipotermia, ma nessuno di questi è patognomonico per una particolare causa sottostante. 

Fattori iniziali da considerare

Si dovrebbe chiedere al proprietario di portare in struttura non solo il cucciolo malato, ma l’intera cucciolata e la madre; il controllo di tutti i soggetti in una cucciolata può consentire un’identificazione precoce di altri cuccioli malati. L’esame della madre può identificare una condizione con potenziale impatto sulla salute del cucciolo, come ad esempio metrite, mastite, agalassia/ipogalassia, invaginamento dei capezzoli (che impedisce l’allattamento), o (raramente) la presenza di vescicole vulvari che può indicare un’infezione da herpesvirus. Se il proprietario ha monitorato il peso dei neonati, è utile che porti con sé anche i valori o le curve di crescita. Anche i consigli sul modo corretto di trasportare i neonati sono fondamentali, poiché hanno una termogenesi inadeguata, ed è quindi importante che la temperatura ambiente durante il trasporto venga mantenuta intorno ai 28 °C. Tuttavia, occorre anche evitare il calore eccessivo, poiché non sono capaci di allontanarsi dalla fonte di calore. I panetti o le borse dell’acqua calda scaldabili in microonde vanno usati con cautela per evitare l’ipertermia e prevenire le ustioni cutanee (inoltre, le borse dell’acqua calda cilindriche possono anche rotolare e schiacciare i neonati). L’ipertermia non interferisce solo con la valutazione clinica, poiché i neonati se surriscaldati guaiscono e sono spesso iperattivi, ma aumenta anche il metabolismo del cucciolo e quindi il suo dispendio energetico.

Una volta in struttura, si consigliano alcune precauzioni igieniche. I neonati hanno un sistema immunitario immaturo e devono essere protetti dalle infezioni nosocomiali; quindi, il tempo trascorso nella sala d’aspetto deve essere il più breve possibile, senza entrare in contatto con superfici o altri animali. La visita deve essere effettuata su una superficie pulita e asciutta, preferibilmente riscaldata (ad es. su un termoforo impostato a 28-35 °C), indossando guanti sterili. Idealmente, il Medico Veterinario dovrebbe anche indossare un camice nuovo. 

Visita della madre

L’esame obiettivo generale dovrebbe includere una valutazione dei segni di batteriemia; per esempio, ci sono segni di infezione cutanea, auricolare o buccale (compreso il tartaro) nella madre che potrebbero rappresentare una fonte di batteri? C’è qualche secrezione vaginale maleodorante, indicativa di metrite? Controllate le ghiandole mammarie per segni di mastite, sviluppo inadeguato del tessuto mammario, e controllate l’anatomia del capezzolo per verificare se i neonati possono alimentarsi facilmente (Figura 1). Anche il BCS della madre deve essere valutato per verificare la capacità di produrre latte a sufficienza; inoltre, occorre valutare il comportamento materno: la madre è interessata ai cuccioli? Tuttavia, il Medico Veterinario deve essere cauto durante la manipolazione della cucciolata, poiché la madre potrebbe mordere in tale situazione.

Il medico veterinario deve visitare la madre

Figura 1. Il medico veterinario deve visitare la madre; questo include la verifica che stia producendo latte sufficiente per nutrire correttamente i cuccioli, che il neonato abbia capezzoli disponibili, e che questi non siano introflessi. 
Crediti: Sylvie Chastant

Visita clinica neonatale

Il Medico Veterinario deve innanzitutto verificare alcuni elementi chiave della nutrizione del cucciolo nei giorni precedenti: come è stata gestita l’alimentazione nelle prime 8 ore di vita (cioè il periodo in cui la barriera intestinale è permeabile per consentire il trasferimento passivo degli anticorpi colostrali) 1; se il proprietario sta nutrendo i cuccioli con biberon (poiché la polmonite ab ingestis è una possibilità), se i cuccioli sono stati pesati ed è importante anche calcolare il tasso di crescita tra la nascita e due giorni di età. Il 96% dei cuccioli che perdono peso in questo periodo non è stato colostrato correttamente 2. Idealmente, non ci deve essere alcuna perdita di peso nei primi due giorni di vita. Successivamente, il peso dovrebbe seguire la curva di crescita di riferimento per la razza (Figura 2) 3. L’obiettivo è un aumento giornaliero di circa 2-4 g per kg del peso stimato da adulto, con l’obiettivo minimo di raggiungere 1,5 volte il peso alla nascita al Giorno 7 e 3 volte il peso alla nascita al Giorno 21.

Il peso è un elemento cardine della visita clinica e del follow-up del neonato

Figura 2. Il peso è un elemento cardine della visita clinica e del follow-up del neonato. 
Crediti: Sylvie Chastant

La temperatura del cucciolo va misurata utilizzando un termometro elettronico pediatrico con punta liscia; i termometri contactless a infrarossi non sono ancora validati nei neonati. La temperatura normale del neonato è inferiore a quella dell’adulto. La maggior parte dei cuccioli avrà una temperatura media di 36,5±1 °C al Giorno 1; 37,0±1,3 °C al Giorno 7; e 37,2±0,5 °C ai Giorni 14-21 4. Un cucciolo ipotermico deve essere riscaldato gradualmente (aumentando la sua temperatura al massimo di 1 °C all’ora); il riscaldamento troppo rapido può essere fatale a causa della vasodilatazione periferica e dell’iperattivazione del metabolismo cellulare. Questo si ottiene idealmente tramite un’incubatrice, aumentando progressivamente la temperatura di un grado in più rispetto a quella del neonato fino a raggiungere 37 °C. L’incubatrice deve essere regolata a un’umidità di circa il 55-65%. L’alimentazione deve iniziare solo quando i neonati raggiungono i 35 °C: una temperatura inferiore a questo livello induce stasi intestinale e inibisce l’attività enzimatica digestiva. Di conseguenza, il latte rimarrà nello stomaco e/o non sarà digerito, ponendo le condizioni per la proliferazione batterica con conseguente batteriemia e morte.

Lo stato di idratazione del neonato può essere difficile da determinare, poiché il sollevamento della plica cutanea non è indicativo a questa età. La disidratazione può essere determinata sia soggettivamente, valutando la secchezza delle mucose orali, sia oggettivamente, misurando il peso specifico urinario (PS) con un refrattometro (Figura 3). L’urina può essere prelevata in una piccola provetta di plastica massaggiando la regione perineale con un cotton fioc inumidito con acqua tiepida: qualsiasi PS superiore a 1,030 viene considerato significativo di disidratazione. In alternativa, può essere utile il colore dell’urina: l’urina del neonato è solitamente quasi incolore, un colore giallo scuro è indicativo di disidratazione.

Un refrattometro è l’unico modo accurato per controllare lo stato di idratazione di un cucciolo misurando il peso specifico urinario

Figura 3. Un refrattometro è l’unico modo accurato per controllare lo stato di idratazione di un cucciolo misurando il peso specifico urinario; qualsiasi valore superiore a 1,030 è indicativo di disidratazione. 
Crediti: Sylvie Chastant

Particolare attenzione va prestata al moncone ombelicale; è una via importante di penetrazione batterica, poiché la vena ombelicale è in diretto collegamento con il fegato, mentre le arterie ombelicali sono collegate all’arteria iliaca. Se il residuo del cordone ombelicale non guarisce e non cade entro una settimana dalla nascita, questo può essere indicativo di onfalite/onfaloflebite ed eventualmente di batteriemia.

Anche se il cucciolo ha già diversi giorni, è importante valutare le anomalie congenite, tra cui idrocefalo, palatoschisi e atresia anale. Verificate se il proprietario ha notato il passaggio di meconio o feci, anche se questo può essere difficile, data la pulizia materna dei cuccioli. Può esserci bradicardia (100-150 bpm); si tratta spesso di un riflesso protettivo associato all’ipotermia, e non è un’indicazione per somministrare alcun farmaco cardioattivo. 

Ulteriori test diagnostici

Prelievo di sangue 

Il sangue può essere prelevato a qualsiasi età mediante la vena giugulare (usando un ago da 23-25 G), anche se nei neonati è importante evitare l’uso di alcol sulla cute (per limitare il sanguinamento post-prelievo e il raffreddamento del neonato), e la sede deve essere compressa accuratamente per almeno un minuto dopo il prelievo. La giugulare è solitamente molto facile per l’operatore e abbastanza sicura per il neonato. I valori di riferimento per i neonati sono diversi da quelli negli adulti (Tabella 1). La glicemia è il parametro più semplice (e utile) da misurare, utilizzando un glucometro per i pazienti diabetici, e richiede appena una singola goccia di sangue ottenuta da una puntura nell’orecchio o nel polpastrello; il prelievo può essere facilitato dall’applicazione cutanea di vaselina.

Tabella 1. Intervalli di riferimento per i parametri ematici nei neonati (adattati da 5,6,7,8).

Età in settimane 1 2 3
Urea (g/L)
0,35-1,01
0,12-0,6 0,19-0,49
Creatinina (mg/L)
<1-7
2-10 2-7
Fosfatasi alcalina (UI/L)
3000-7000
600-1300 110-260
Proteine totali (g/L)
32-45
25-42 33-43
Glucosio (g/L)
0,7-1,5
0,7-1,4 0,5-1,6
Ematocrito (%)
21-46
18-33 21-37
RBC (x106/µL)
3,6-5,9
3,4-4,4 2,8-4,3
WBC (x103/µL) 4-23
1,7-19
2,1-21

 

Diagnostica per immagini

Gli esami radiografici ed ecografici possono essere confondenti, perché vari riscontri che sarebbero anomali negli adulti possono non avere rilevanza nel neonato (Figura 4). Ad esempio, nel 60% dei cuccioli nelle prime due settimane di vita (e nel 30% a un mese di età) si osserva un versamento peritoneale che non ha alcuna valenza clinica e si risolve spontaneamente. Analogamente, si osserva dilatazione della pelvi renale nel 40% dei cuccioli al Giorno 2, nel 25% al Giorno 7 e nel 5% a due mesi di età, senza segni clinici di sorta. Fino al Giorno 14, l’ecografia della corticale renale del neonato può mostrare due strati distinti (uno strato esterno ipoecogeno, e uno strato interno più ecogeno). Fino al Giorno 21, il parenchima splenico può presentare un’ecotessitura a “macchia di leopardo” molto caratteristica, probabilmente associata all’attivazione del sistema immunitario del neonato (dati non pubblicati dell’autrice). 

Ulteriori dettagli sulla visita clinica del neonato sono disponibili online (in francese, inglese e tedesco) all’indirizzo https://neocare.pro/le-developpement-du-chiot/.

Radiografia DV che mostra il torace di un cucciolo meticcio di 7 giorni

Figura 4. Radiografia DV che mostra il torace di un cucciolo meticcio di 7 giorni. Il lobo polmonare del polmone destro appare anormalmente radiopaco, indice di epatizzazione. Il cucciolo era gravemente dispnoico, ma si è ripreso dopo terapia antibiotica sistemica e nebulizzazione con corticosteroidi. 
Crediti: Sylvie Chastant

Ricovero: perché, chi e dove

Perché ricoverare?

Il ricovero non consente solo di eseguire specifiche procedure terapeutiche (sondino, fluidoterapia e terapia farmacologica), ma contribuisce anche a garantire monitoraggio e assistenza costanti: infatti, il neonato può peggiorare rapidamente e spesso senza preavviso. La stragrande maggioranza dei disturbi nel cucciolo ha una sottostante componente batterica, ma se tre fattori si combinano possono far peggiorare molto l’animale: ipotermia, ipoglicemia e disidratazione. Il ricovero aiuta a controllare questi elementi; inoltre, senza un’adeguata assistenza, i trattamenti medici sono inefficaci. Il ricovero può anche aiutare a ridurre le preoccupazioni del proprietario e, in caso di decesso, consente di eseguire rapidamente l’autopsia.

Chi ricoverare?

Ricoverare la madre ha il vantaggio di ridurre il carico di controllo sul cucciolo malato, ma significa ricoverare l’intera cucciolata, compresi i soggetti che stanno bene, esposti inutilmente al rischio di infezioni nosocomiali. Inoltre, è difficile eseguire alcune procedure (come ad esempio le flebo) nei cuccioli collocati accanto alla madre, poiché leccandoli può danneggiare gli accessi venosi o altri dispositivi. In generale, si dovrebbero ricoverare solo i neonati malati e se sono ricoverati più cuccioli della stessa cucciolata, devono essere identificati utilizzando nastri colorati. Se alcuni o tutti i cuccioli rimangono in struttura, è importante prevenire lo sviluppo di mastite nella madre a causa della mancata attività di suzione. 

Dove ricoverare?

Idealmente, il neonato deve stare in una stanza lontano dagli altri ricoverati, con un rifornimento di ossigeno a portata di mano, in un recinto a temperatura controllata: può essere un’incubatrice dedicata ai cuccioli, un’incubatrice per neonati umani di seconda mano (Figura 5), un’incubatrice per uccelli, o anche un dispositivo fatto in casa utilizzando un grosso contenitore di plastica o un acquario dotato di copertura (ma che consenta la circolazione dell’aria). Le incubatrici piccole hanno il vantaggio di essere portatili: se la struttura chiude per la notte, il Medico Veterinario può portare a casa la cucciolata, anche se non è l’ideale. Solitamente, le incubatrici consentono anche di impostare un’umidità elevata (60%): i neonati possono disidratarsi in modo significativo, sia attraverso la cute che per via respiratoria, in particolare quando respirano a bocca aperta. La temperatura dell’incubatrice dovrebbe essere generalmente di circa 28-30 °C per la prima settimana di vita, e di 26-28 °C per la settimana successiva, ma deve essere adattata, se necessario, in base alla temperatura dei neonati, per mantenerli a temperature comprese tra 36 °C e 38 °C. Nota: le incubatrici forniscono solo calore; non possono ridurre la temperatura al di sotto alla temperatura ambiente. In assenza di un’incubatrice con controllo della temperatura, si possono usare termofori o panetti riscaldabili a microonde (dopo aver controllato la temperatura nel punto di contatto con i neonati); le lampade a infrarossi non sono raccomandate. 

I cuccioli ricoverati dovrebbero essere tenuti in un’incubatrice dedicata

Figura 5. I cuccioli ricoverati dovrebbero essere tenuti in un’incubatrice dedicata, che consente un controllo accurato sia della temperatura che dell’umidità. 
Crediti: Sylvie Chastant

L’incubatrice e tutte le superfici vanno pulite e disinfettate regolarmente per garantire che il neonato non venga a contatto con batteri provenienti dagli animali adulti ricoverati. La scelta del disinfettante è importante, poiché alcuni possono danneggiare la delicata cute neonatale. Questo vale anche per tutte le attrezzature necessarie per l’alimentazione dei cuccioli, come ad esempio biberon, tettarelle e siringhe; inoltre, se si utilizza un sostituto del latte, questo va conservato secondo le istruzioni del produttore (anche tra un ricovero e l’altro).

Trattamento e terapia intensiva

La reidratazione dei neonati può essere eseguita per via sottocutanea (SC), endovenosa (EV) o intraossea (IO) utilizzando il femore. Per le ultime due opzioni, è importante eliminare l’aria dal set di somministrazione prima di collegarlo al cucciolo. Nota: il rischio di sovraccarico (e conseguente edema polmonare) è elevato nei neonati; quindi, nel trattamento della disidratazione moderata-grave, si deve somministrare un bolo di soluzione di Ringer lattato isotonica (30-45 mL/kg), seguito da una CRI) a 3-4 mL/kg/ora (con aggiunta di destrosio, se necessario) 9. La via EV è quella preferita 10 e il catetere IO non va lasciato in sede per più di 3 giorni a causa del rischio di osteomielite. Il riscaldamento dell’infusione non è necessario, data la bassa velocità di infusione; i fluidi riscaldati finiranno semplicemente per raffreddarsi durante il passaggio attraverso il circuito.

Per trattare l’ipoglicemia, il cucciolo deve ricevere un bolo EV di destrosio al 12,5% (50% di destrosio diluito 1:4) alla dose di 1 mL/kg, seguito da CRI con soluzione isotonica (Ringer) addizionata di destrosio (1,25-5%). Un neonato meno critico e con temperatura corporea normale può ricevere una soluzione di glucosio 5-10% a 0,25 mL/30 g 9,10. Per evitare l’ipoglicemia si possono somministrare soluzioni zuccherine (30% di glucosio o miele) per via orale, applicando alcune gocce sulla lingua o all’interno della bocca.

La terapia farmacologica nel neonato può essere problematica; prima di somministrare qualsiasi farmaco, se ne deve valutarne la sicurezza per i neonati, e la soluzione migliore è di attingere dai libri di testo (ad es. 11), invece di utilizzare le raccomandazioni del produttore, poiché l’uso della maggior parte dei farmaci non è stata valutata nei neonati prima dell’approvazione. Poiché la maggior parte delle patologie neonatali presenta una componente batterica, la terapia antibiotica viene somministrata di routine. Ove possibile, si deve prediligere la via sottocutanea o endovenosa; la somministrazione orale negli animali più piccoli richiede preparazioni liquide, con il rischio di non poter controllare il dosaggio e usarne uno errato. Inoltre, alcuni antibiotici somministrati per via orale (soprattutto ampicillina, metronidazolo e amoxicillina) possono modificare (almeno temporaneamente) il microbiota intestinale, aumentando il rischio di diarrea. Gli antibiotici di prima scelta dell’autrice sono ampicillina/amoxicillina e amoxicillina-acido clavulanico, seguiti da alcuni macrolidi (eritromicina, tilosina) e da cefalexina o ceftiofur. Si possono valutare altri antibiotici con effetti indesiderati noti (ad es. gli aminoglicosidi che possono causare nefrotossicità, e le tetracicline che possono scolorire lo smalto dei denti), ma solo per poco tempo, e dove non esistano altri antibiotici efficaci (ad es. in mancanza di miglioramento clinico dopo tre giorni di trattamento), o se indicato in base ai risultati dell’antibiogramma.

Sylvie Chastant

Un cucciolo ospedalizzato va tenuto idealmente in un’incubatrice che mantenga la temperatura e l’umidità ottimali per un neonato.

Sylvie Chastant

Assistenza infermieristica del cucciolo

Il successo della terapia medica e chirurgica dipende dalla qualità dell’assistenza infermieristica. Oltre alla somministrazione di iniezioni, infusioni di fluidi e simili, i cuccioli richiedono molti più monitoraggi rispetto agli animali adulti, compresi pesature quotidiane, alimentazione frequente, e induzione della defecazione/minzione, per non parlare della prevenzione come ad esempio la sverminazione. Il team infermieristico trae vantaggio da una formazione specifica per la valutazione e l’assistenza del neonato. Una nutrizione adattata è particolarmente importante e può essere ottenuta usando il biberon o il sondino (Tabella 2), ma prima occorre controllare la temperatura rettale (alimentare solo se la temperatura è > 35 °C) e valutare lo stomaco (alimentare solo se lo stomaco è vuoto). Se lo stomaco non si è svuotato 4 ore dopo l’ultimo pasto, controllare che non ci sia ipotermia e verificare se il cucciolo ha defecato; se il retto è pieno, la defecazione può essere stimolata con la punta di un termometro. 

Tabella 2. Opzioni di alimentazione per i neonati.

  Vantaggi Svantaggi
Biberon • Il neonato può nutrirsi ad libitum
• Attività rilassante per il neonato
• Stimola la digestione 
• Richiede tempo
• Rischio di inalazione
• Impossibile in assenza del riflesso di suzione
• Controindicata in caso di palatoschisi
Sondino
• Rapida
• Possibile in assenza del riflesso di suzione
• Alimentazione sicura nel cucciolo con palatoschisi  
• Rischio (limitato) di somministrazione nelle vie respiratorie 
• Richiede formazione (ma facile)
• Rischio di sovraccarico gastrico e vomito/rigurgito  

 

Il miglioramento clinico del cucciolo malato inizia solitamente dalla cessazione dei guaiti costanti, dalla maggiore vitalità, e dalla normalizzazione della temperatura rettale; un’ulteriore rassicurazione si ottiene se il cucciolo ricoverato inizia ad aumentare di peso nel giro di un giorno circa. È inoltre essenziale non trascurare i proprietari, che saranno molto preoccupati, per cui è importante garantire che siano tenuti informati sullo stato del paziente, almeno una volta al giorno, meglio se due. L’invio di grafici del peso, fotografie, o brevi video del cucciolo durante l’alimentazione mantiene i proprietari aggiornati senza richiedere troppo tempo, e il team infermieristico può svolgere un ruolo centrale in questa comunicazione.

Prosecuzione della terapia: ricovero domiciliare?

Anche se il neonato è un animale con pedigree potenzialmente di grande valore, è spesso difficile far pagare tutto il tempo speso per il trattamento ospedaliero (e forse ancora di più se è un animale non registrato all’anagrafe canina). Il ricovero domiciliare può essere un’opzione dopo un iniziale ricovero in struttura, e può essere facilitato formando il proprietario; se il proprietario è un allevatori in particolare può essere una buona scelta, perché hanno di solito più tempo, una forte motivazione e dispongono spesso di un’incubatrice. I costi vengono quindi ridotti, e così pure i rischi di infezione nosocomiale. È importante una formazione sulle manualità di base (iniezioni sottocutanee, misurazione del PS urinario e alimentazione (Riquadro 1)); inoltre, una volta che il cucciolo è tornato a casa, è possibile monitorare i progressi tramite aggiornamenti telefonici giornalieri a cura del team infermieristico. 

Riquadro 1. Alimentazione con sondino sicura.

  • Selezionare un sondino con diametro di 1,5 mm per gli animali con peso inferiore a 300 g, e diametro di 2,6-3,3 mm per pesi superiori. 
  • Determinare la lunghezza corretta da introdurre misurando la distanza tra il mento del cucciolo e la punta del gomito; segnare la distanza con un pennarello. 
  • Riempire la siringa con latte riscaldato a 37 °C, usando 4-5 mL/100 g di peso corporeo.
  • Collegare il sondino alla siringa e riempire con il latte, assicurandosi che tutta l’aria sia stata rimossa.
  • Mettere il neonato in decubito ventrale, con la testa e il corpo alla stessa altezza. Aprire delicatamente la bocca premendo ai lati. Tenere la testa dritta e introdurre in bocca il sondino (Figura 6).
  • Far avanzare il sondino verso la faringe e permettere al neonato di deglutire (questo accade di norma anche nei cuccioli deboli). Fino a 6-10 giorni di età, se il sondino entra in trachea non stimola il riflesso della tosse. 
  • Per evitare il rigurgito, il volume di latte va limitato (4-5 mL per 100 g di peso corporeo) e somministrato nel giro di 1-2 minuti per consentire allo stomaco di riempirsi gradualmente. 
  • Una volta terminata l’alimentazione, ripiegare il sondino su sé stesso (per arrestare l’ulteriore flusso di latte) prima di rimuoverlo. 
  • Il sondino deve essere pulito subito con acqua calda e detergente, quindi risciacquato e asciugato prima di conservarlo in un luogo pulito fino al pasto successivo. 
  • Il sostituto del latte artificiale deve essere sempre preparato al momento. 
Posizione corretta per tenere un neonato durante l’introduzione del sondino

Figura 6. Posizione corretta per tenere un neonato durante l’introduzione del sondino. 
Crediti: Karine Reynaud 

Principali cause di mortalità neonatale

Se un cucciolo muore, l’autopsia seguita da esame batteriologico, istologia e/o PCR può aiutare a identificare la causa sottostante, che può essere spesso multifattoriale (Riquadro 2). Sono stati studiati vari patogeni specifici (Tabella 3), ma il 40-65% di tutti i decessi neonatali risulta imputabile ad infezioni batteriche opportunistiche aspecifiche che causano setticemia 12,13. I neonati si infettano principalmente per via orale e/o ombelicale: la setticemia dipende da una carica batterica significativa (dall’ambiente o dalla madre) e/o da una debolezza intrinseca del neonato derivante dalla cosiddetta “sindrome 4I” (ipotermia- ipoglicemia-ipossia-ipovolemia). Possono essere coinvolti anche altri fattori. Cariche parassitarie significative (in particolare nematodi, ancilostomi e coccidi) possono essere un fattore importante, attraverso competizione diretta per i nutrienti e/o indirettamente attraverso la diarrea. Il parassitismo può anche essere indirettamente responsabile di batteriemia, con la migrazione delle larve di Toxocara che passano dal tratto digerente ai polmoni e al fegato, diffondendo i batteri dal tratto gastrointestinale. Infine, traumi accidentali, come quando il proprietario è troppo “aggressivo” o impaziente durante l’allattamento con biberon, possono essere la causa; può capitare soprattutto con i neonati deboli che hanno un riflesso di deglutizione inefficiente, con conseguente inalazione di latte. Sono possibili anche lesioni causate dalla madre; se i neonati vengono schiacciati o morsi, può essere dovuto al comportamento materno inappropriato, ma spesso il fattore scatenante è la debolezza del neonato stesso (a causa di ipoglicemia e ipotermia).

Riquadro 2. Fattori predisponenti la morte nei neonati.

Batteri opportunisti -> setticemia
Sindrome “4I”
Ipotermia-ipovolemia-ipoglicemia-ipossia
Patogeni specifici
Trauma
Anomalie congenite
Parassitosi

 

Tabella 3. Cause infettive di morte neonatale (0-21 giorni di vita).

Virus Batteri Parassiti
• CHV1 (herpesvirus canino)
• CPV1 (parvovirus canino di tipo 1)
• CDV (virus del cimurro canino)
• CCoV (coronavirus canino)
• CAV2 (adenovirus canino di tipo 2)
Brucella spp.
• Salmonella spp.
• Campylobacter jejuni
• Bordetella bronchiseptica 
Neospora caninum
• Toxocara canis
• Ancylostoma spp

 

Autopsia e test complementari

Se un cucciolo muore è importante eseguire l’autopsia, ma alcuni fattori sono cruciali per ottimizzare la qualità dei risultati: se l’esame non può essere eseguito subito dopo la morte, il cucciolo deve essere conservato a +4 °C. Il congelamento è inappropriato, poiché interferisce con l’istopatologia e può anche confondere l’esame macroscopico dopo lo scongelamento. Occorre incoraggiare i Medici Veterinari a eseguire l’autopsia, che forse temono che le differenze tra neonati e adulti possano disorientarli. Tuttavia, l’osservazione macroscopica fornisce spesso l’evidenza sulla causa della morte. Ad esempio, può rivelare un’assente ingestione di latte (stomaco e intestino vuoti, cistifellea piena, ritenzione di meconio), anomalie congenite gravi (ad es. atresia digiunale) o una grossa carica parassitaria (parassiti visibili nell’intestino o cicatrici epatiche da Toxocara migrans). Anche le fotografie degli organi post-mortem possono consentire un’analisi retrospettiva. In assenza di lesioni evidenti all’autopsia, i campioni devono comunque essere prelevati per ulteriori esami (batteriologia, istologia, PCR e parassitologia) che possono aiutare a determinare la causa della morte. 

La coltura batteriologica è informativa solo se la morte è avvenuta meno di 6 ore prima dell’autopsia; altrimenti, i batteri dal tratto digerente contaminano altri organi. Si introduce un tampone sterile in profondità nel parenchima splenico e lo si trasferisce nel suo contenitore, avendo cura di evitare la contaminazione all’apertura nella cavità addominale. Anche l’intera milza può essere raccolta in modo sterile. Se necessario, i campioni possono essere refrigerati prima di inviarli al laboratorio, che deve riceverli entro 24 ore. 

I tessuti per l’istologia devono essere prelevati e messi in formalina al 10% (formaldeide al 3,4%). I campioni devono avere uno spessore non superiore a 5 mm, e devono essere trattati (utilizzando una tecnica di inclusione in paraffina) entro 7 giorni dal prelievo affinché il laboratorio possa fornire un’interpretazione ottimale. 

La valutazione parassitologica può avvenire attraverso esame macroscopico del contenuto intestinale e rettale, ma può anche essere aiutata dai campioni istologici (ad es. per Neospora e Toxoplasma).

Se il cadavere è stato congelato prima dell’autopsia e/o se ci sono segni di autolisi, la PCR è l’unica opzione affidabile; la RT-PCR (quantitativa) può fornire informazioni utili per la maggior parte degli agenti infettivi. 

Conclusione

L’assistenza del neonato si basa molto su un assistenza infermieristica adeguata, su una fluidoterapia di supporto e sulla terapia antibiotica, rispetto ad altri farmaci. L’inizio rapido della terapia è un elemento chiave per il successo, insieme alle misure preventive appropriate per il resto della cucciolata. Nella maggior parte dei casi, i segni clinici precedenti il decesso sono di breve durata e molto simili, a prescindere dalla causa sottostante, e il trattamento è spesso infruttuoso. Si raccomanda di adottare un approccio proattivo al controllo della mortalità neonatale, e visitare l’allevamento è il modo migliore per valutare l’organizzazione peri-partum, con particolare attenzione alla gestione della gestazione e del parto, alla rianimazione e nutrizione dei neonati, come pure alle procedure igieniche e alle condizioni ambientali.

Riferimenti

  1. Chastant-Maillard S, Freyburger L, Marcheteau E, et al. Timing of the intestinal barrier closure in puppies. Reprod. Dom. Anim. 2012;47(6);190-193. 

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Sylvie Chastant-Maillard

Sylvie Chastant-Maillard

La Dr.ssa Chastant ha conseguito la laurea in Medicina veterinaria nel 1990 presso la National Veterinary School di Alfort (Francia), e nel 1995 ha conseguito il dottorato di ricerca sull’analisi preimpianto di embrioni di mammifero Scopri di più

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