Riabilitazione fisica dopo la chirurgia dell’anca
Come descritto in questo articolo, nei pazienti post-chirurgia dell’anca è essenziale una terapia di riabilitazione corretta per ottimizzare il recupero e garantire una buona qualità di vita.
Pubblicato il 21/03/2025
Disponibile anche in Français , Deutsch , Español e English
La riabilitazione dei pazienti anziani, in particolare quelli con osteoartrite, dovrebbe incorporare un approccio olistico che comprende fattori ambientali e nutrizionali, per garantire che i nostri pet geriatrici possano trarre il massimo dalla vita.
La riabilitazione fisica è una parte essenziale delle cure complessive dei nostri pet, e migliora la qualità di vita dei pazienti geriatrici, affrontando le sfide specifiche associate all’invecchiamento.
La riabilitazione prevede solitamente un approccio multimodale, che impiega sia interventi farmacologici che non farmacologici, con un processo personalizzato per ogni paziente.
Quando si scelgono le opzioni di riabilitazione appropriate per i cani con osteoartrite, il primo passo è determinare lo stadio della malattia del paziente.
La nutrizione è una componente fondamentale per la guarigione tissutale, poiché fornisce nutrienti essenziali, supporta la funzione immunitaria, e mantiene la massa muscolare.
Nel campo in continua evoluzione della medicina veterinaria, la riabilitazione fisica è diventata una componente chiave delle cure globali, e migliora la qualità di vita dei pazienti geriatrici affrontando le sfide specifiche associate all’invecchiamento. Con l’avanzare dell’età, i pet affrontano spesso un declino in termini di mobilità, forza e funzione generale, con conseguente riduzione dei livelli di attività e aumento del rischio di lesioni e condizioni croniche come l'osteoartrite (OA). Questo articolo offre una breve panoramica delle opzioni disponibili per il paziente geriatrico, ma non intende descrivere i metodi nel dettaglio; piuttosto, discuterà i fattori da considerare quando si stabilisce un programma di riabilitazione, con particolare attenzione alla gestione dei pazienti con osteoartrite.
Le strategie di riabilitazione (tra cui programmi di esercizio fisico personalizzati, terapia manuale, adattamenti ergonomici, e modalità terapeutiche come la terapia di fotobiomodulazione [PBMT] e l’idroterapia) aiutano a mantenere e migliorare la flessibilità articolare, la forza muscolare, la resistenza e il benessere generale. Questi interventi non solo alleviano il dolore e il disagio, ma migliorano anche la mobilità e l’indipendenza. Inoltre, la riabilitazione può prevenire l’ulteriore deterioramento delle capacità fisiche e supportare la gestione del peso, fattori fondamentali per ridurre lo stress sulle articolazioni in invecchiamento. Adottando un approccio olistico che comprende modifiche nutrizionali e ambientali, la riabilitazione garantisce ai pazienti geriatrici una qualità di vita migliore, facendoli restare attivi e coinvolti nelle loro attività quotidiane.
Le applicazioni cliniche della riabilitazione sono vaste, interessano in modo significativo uno spettro di condizioni, e sono specificamente personalizzate per soddisfare le esigenze individuali di ogni paziente. Ciò include facilitare il recupero da infortuni e interventi chirurgici, gestire l’OA o le malattie croniche nei pet in invecchiamento, e aiutare i pet in sovrappeso a raggiungere un peso più sano 1,2; i benefici più comuni della riabilitazione sono elencati nel Riquadro 1. A livello proattivo, la riabilitazione precoce può anche rallentare la progressione dei disturbi degenerativi come l’OA affrontando gli squilibri muscoloscheletrici e il dolore, prevenendo così l’esordio di ulteriori problemi degenerativi e integrandosi come misura preventiva chiave nell’assistenza medica 3. Il Riquadro 2 descrive in dettaglio le prime dieci condizioni che beneficiano spesso delle cure di riabilitazione 2,3.
Riquadro 1. I primi 10 benefici della riabilitazione (da 2,6).
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Riquadro 2. Le 10 condizioni più comuni che richiedono la riabilitazione (da 2,3).
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In genere, i terapisti della riabilitazione adottano un approccio multimodale con interventi sia farmaceutici che non farmaceutici per gestire i pazienti con OA o durante il recupero dalla chirurgia o da un trauma 4,5. Tecniche come la terapia manuale (Figura 1) migliorano efficacemente la circolazione sanguigna e promuovono la guarigione, mentre metodi terapeutici come termoterapia, crioterapia, PBMT, agopuntura, terapia con campo elettromagnetico a impulsi (PEMF), e terapia extracorporea a onde d’urto (ESWT) agiscono sul dolore e sull’infiammazione con notevole efficacia 4,6,7. Gli esercizi terapeutici e l’idroterapia (Figura 2) sono particolarmente utili dopo un infortunio, aiutando i cani a recuperare forza e mobilità, ad esempio dopo procedure come la riparazione del legamento crociato craniale 4,8. La gestione del peso è un altro beneficio chiave che può aiutare a prevenire lo stress articolare e altri problemi di salute correlati all’obesità nei pazienti geriatrici 5. Prima di integrare la riabilitazione in ambito ospedaliero, i Medici Veterinari o i fisioterapisti devono seguire una formazione rigorosa per garantire i massimi standard di cura, e in tutto il mondo sono disponibili programmi di certificazione e di residency per specializzarsi in questo campo trasformativo (Riquadro 3).
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Figura 1. Gamma di movimenti passiva (PROM) dell’arto posteriore progettata per mantenere o migliorare la ROM dell’articolazione. (a) Flessione. (b) Estensione.
© Ronald Boon Wu Koh
Figura 2. L’idroterapia con tapis roulant subacqueo è particolarmente utile dopo una lesione, poiché aiuta i cani a recuperare forza e mobilità.
© Shuttertock
Riquadro 3. Formazione e risorse per la riabilitazione fisica degli animali.
Programmi di certificazione per la riabilitazione degli animali offerti da vari Istituti (elencati in ordine alfabetico):
Organizzazioni senza scopo di lucro che promuovono l’arte e la scienza della riabilitazione veterinaria:
Certificazione come specialisti in riabilitazione veterinaria:
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La scelta della riabilitazione appropriata per l’OA implica un approccio multiforme, personalizzato su ogni stadio della malattia (Tabella 1) 7,8. Per i cani a rischio (Stadio 1), le misure preventive proattive si concentrano sul mantenimento della forza, della flessibilità e della gamma di movimenti (ROM) (Figura 3). Nell’OA lieve (Stadio 2), le strategie includono la riduzione delle sollecitazioni articolari e l’integrazione di esercizi di rafforzamento per rallentare la progressione e mantenere mobilità e forza (Figura 4). Per l’OA moderata (Stadio 3), gli obiettivi principali sono la gestione del dolore e il miglioramento della mobilità, che si ottengono attraverso aggiustamenti ergonomici completi, esercizi mirati a basso impatto, e modalità terapeutiche regolari. Nell’OA grave (Stadio 4), che causa spesso dolore cronico con sensibilizzazione centrale e periferica, il focus primario è rivolto al comfort e alla qualità di vita attraverso un’ampia gestione multimodale del dolore, che combina approcci farmacologici e non farmacologici intensivi. Una nutrizione ricca in proteine di alta qualità, antiossidanti e acidi grassi omega-3, insieme agli integratori articolari, supporta la salute articolare e aiuta a mantenere un peso corporeo ideale in tutti gli stadi 5,7.
Tabella 1. I quattro stadi dell’OA e il relativo intervento di riabilitazione proposto (5,7,8,14).
Grado |
Stadio 1 Presenza di fattori di rischio per l’OA (ad es., displasia, trauma) |
Stadio 2 OA lieve; osteofiti minimi |
Stadio 3 OA moderata; osteofiti evidenti |
Stadio 4 OA grave; osteofiti avanzati e rimodellamento |
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Valutazione | Clinicamente normale, perdita muscolare e rigidità articolare minime, distribuzione corretta del peso corporeo | Zoppia intermittente o rigidità, crepitio leggero, perdita muscolare minima, lieve spostamento nella distribuzione del peso | Zoppia moderata, ispessimento articolare evidente, crepitio, ROM ridotta, atrofia muscolare moderata, carico anomalo sugli arti, difficoltà a svolgere attività | Zoppia grave, riluttanza a impegnarsi in attività, ispessimento articolare grave, crepitio, ROM limitata, atrofia muscolare, grave spostamento nella distribuzione del peso |
Obiettivi | Prevenire l’OA, mantenere la flessibilità e la forza | Rallentare la progressione, gestire il dolore e la rigidità, mantenere la mobilità e la forza | Alleviare il dolore e l’infiammazione, migliorare la mobilità e la QoL | Gestire il dolore e il disagio gravi, supportare la mobilità limitata e la QoL |
Medicinali | N/D | FANS PRN | Come per lo Stadio 2 + amantadina e iniezioni articolari | Come per lo Stadio 3 + gabapentin e bedinvetmab |
Ergonomia | Attuare misure preventive (ad es., lettiere, rampe) | Fornire letti ortopedici e superfici antiscivolo | Adattare l’ambiente con rampe, letti ortopedici, pavimenti imbottiti | Ampie modifiche con pettorina, letto ortopedico, pavimento imbottito, girello |
Terapia manuale | Massaggi, stretching | Come per lo Stadio 1 + PROM | Come per lo Stadio 2 + rilascio miofasciale | Come per lo Stadio 3 ma più delicata |
Esercizi terapeutici | Attività normali; migliorare la forza e la ROM/stabilità articolare: da seduti a in piedi, figura dell’8, serie di cavalletti da scavalcare, deambulazione a ritroso, al trotto o corsa leggera, deambulare su piani inclinati, tenere sollevate le zampe anteriori e spostare il soggetto nella stanza (10-15 ripetizioni 2x/die); UWTM o nuoto (10 minuti/settimana) | Esercizi mirati a basso impatto per mantenere la mobilità e l’equilibrio: da seduti a in piedi, figura dell’8, serie di cavalletti da scavalcare, deambulazione a ritroso, trotto lento, passo laterale con fascia elastica che unisce le zampe (10 ripetizioni 2x/die); UWTM o nuoto (5 minuti/settimana) | Esercizi delicati che danno priorità al comfort, al riposo frequente e al supporto della mobilità riducendo il dolore: spostamento del peso, stretching verso un lato e l’anca usando un biscotto come allettamento, posizione in piedi su tre zampe, figura dell’8, passo laterale con fascia elastica che unisce le zampe (5 ripetizioni 2x/die); UWTM (<3 minuti/settimana) | |
Modalità terapeutiche | PBMT PRN | Come per lo Stadio 1 + caldo/freddo | Come per lo Stadio 2 + AP, PEMF, TENS ed ESWT | Come per lo Stadio 3 |
Nutrizione | Dieta bilanciata per supportare la salute generale e il peso ideale; integratori articolari (ω-3 FA) | Dieta specifica per le articolazioni o per la gestione del peso; DMOAD e integratori articolari (ω-3 FA, GC, GLM) | Dieta specifica per la salute delle articolazioni e la gestione del peso; DMOAD e integratori articolari (ω-3 FA, UCII, GLM) | Nutrizione ottimale per la gestione delle articolazioni e del peso e per la conservazione dei muscoli; DMOAD e integratori articolari (ω-3 FA, curcuma, UCII, GLM) |
Abbreviazioni: AP: agopuntura; DMOAD: farmaci per l’osteoartrite modificanti la malattia, ω-3 FA: acidi grassi omega-3; ESWT: onde d’urto extracorporee; GC: glucosamina e condroitina; GLM: cozza verde; FANS: farmaci antinfiammatori non steroidei; OA: osteoartrite; PBMT: terapia con fotobiomodulazione; PEMF: terapia con campo elettromagnetico a impulsi; PRN (pro re nata): prendere al bisogno; PROM: gamma di movimenti passiva; reps: ripetizioni; QoL: qualità di vita; TENS: elettrostimolazione nervosa transcutanea; UCII: collagene di tipo 2 non denaturato; UWTM: tapis roulant subacqueo. |
Figura 3. Per i cani a rischio di OA (Stadio 1), le misure preventive proattive si concentrano sul mantenimento della forza, della flessibilità e della gamma di movimenti. Migliorare l’esercizio fisico di un cane collocando gli arti anteriori su una superficie sopraelevata come uno stepper, un cuscino, o un cuscino propriocettivo, concentrandosi sul rafforzamento degli arti posteriori e sulle estensioni dell’anca e del ginocchio. Aggiungere esercizi di spostamento del peso e di passaggio da seduti a in piedi per migliorare la propriocezione e la forza muscolare.
© Ronald Boon Wu Koh
Figura 4. Per i cani con OA lieve (Stadio 2), le strategie includono la riduzione delle sollecitazioni articolari e l’introduzione di esercizi di rafforzamento per rallentare la progressione e mantenere mobilità e forza. Per migliorare il sostegno del carico naturale, spingere delicatamente la pelvi o la scapola in varie direzioni mentre il cane è in piedi sul pavimento o su un materassino di gommapiuma. Per una sfida più impegnativa, collocare le zampe anteriori del cane o tutti gli arti su un materasso o un cuscino.
© Ronald Boon Wu Koh
Inoltre, i programmi di riabilitazione, a prescindere se conservativi o chirurgici, sono guidati dalle fasi di guarigione dei tessuti: infiammatoria (acuta), riparativa (subacuta) e di rimodellamento (cronica) 9. La Tabella 2 mostra le fasi di guarigione dei tessuti corrispondenti alle fasi di riabilitazione 2,9. Queste fasi, sebbene sovrapposte, seguono una sequenza specifica, unica per ogni tipo di tessuto. I tempi di guarigione variano in modo significativo a causa delle differenze nell’apporto ematico e nella composizione cellulare 10. Le ossa guariscono in genere entro 6-8 settimane grazie al loro ricco apporto ematico, mentre la cartilagine e i legamenti, privi di un apporto ematico diretto, possono impiegare mesi o anni o potrebbero non guarire completamente senza un intervento 9,10. Le lesioni muscolari e tendinee guariscono generalmente in poche settimane o molti mesi, a seconda della gravità e dell’apporto ematico 9,10. Per garantire un recupero sicuro ed efficace, sono essenziali piani di riabilitazione personalizzati, che tengano conto delle fasi di guarigione, del tipo di tessuto, dei segni clinici e delle esigenze del paziente. In genere, le strategie di riabilitazione si concentrano sulla protezione dei tessuti, sul controllo del dolore e sulla riduzione dell’edema nella fase acuta, per poi passare ad esercizi di carico naturale, di bilanciamento e con gamma di movimenti attiva nella fase subacuta e, infine, alle attività di rafforzamento, propriocezione e resistenza nella fase cronica 2,9.
Tabella 2. Le tre fasi della guarigione tissutale corrispondenti alle tre fasi della riabilitazione, unitamente all’intervento di riabilitazione proposto (adattata da 2,9 ).
Fase di guarigione | Fase di riabilitazione | Obiettivi della riabilitazione | Intervento di riabilitazione |
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Fase infiammatoria | Fase acuta o infiammatoria |
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Fase riparativa (proliferativa) | Fase subacuta o fase di transizione |
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Fase di rimodellamento (maturazione) | Fase cronica o fase di forza e funzione |
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Abbreviazioni: AP, PBMT, PEMF, PROM e TENS, vedere la Tabella 1; NMES: elettrostimolazione neuromuscolare; TUS: ultrasuonoterapia. a Le impostazioni possono variare a seconda del tipo di lesione, del tipo di tessuto e della regione tissutale lesa. Nota: questo protocollo può essere adattato per soddisfare le condizioni ortopediche, tra cui CCLD non chirurgica, lussazione rotulea chirurgica e non chirurgica, OA del ginocchio e displasia/OA dell’anca. |
La scelta delle terapie di riabilitazione è ampia e comprende ergonomia, terapia manuale, esercizi terapeutici, modalità terapeutiche e nutrizione, ognuna personalizzata per adattarsi alla specifica fase di guarigione e alle esigenze individuali del paziente. Un esempio di protocollo di riabilitazione per la discopatia intervertebrale basato sulle fasi di guarigione è mostrato nella Tabella 3. L’ergonomia migliora gli esiti del trattamento e riduce il rischio di lesioni modificando l’ambiente e utilizzando ausili 3. Oggi sono disponibili molti dispositivi commerciali, anche se le semplici opzioni costruite in casa sono spesso abbastanza soddisfacenti (Figura 5). La terapia manuale prevede tecniche pratiche e qualificate (Figura 1) per manipolare i muscoli e le articolazioni, così da ridurre il dolore e migliorare la funzione 11. Gli esercizi terapeutici correggono i deficit, ripristinano la funzione e mantengono la mobilità (Figura 6) 12. Modalità terapeutiche come ad esempio elettroterapia, terapia con fotobiomodulazione e onde d’urto extracorporee, aiutano ad alleviare il dolore, oltre a favorire la guarigione e il ripristino funzionale (Figura 7) 4,13. Infine, si sottolinea ancora una volta che la nutrizione è fondamentale per la guarigione tissutale, fornendo nutrienti essenziali, supportando la funzione immunitaria e mantenendo la massa muscolare 5.
Tabella 3. Fasi e protocollo di riabilitazione per la discopatia intervertebrale toracolombare (14,15,16,17,18).
Fase acuta | Fase subacuta | Fase cronica | ||
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Settimane 1-2 | Settimane 3-6 | Settimane 7-12 | Settimana 12+ | |
Obiettivi |
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Terapia antidolorifica | FANS o corticosteroidi, gabapentin | FANS o corticosteroidi, gabapentin | FANS o gabapentin PRN | FANS o gabapentin PRN |
Ergonomia | Riposo in gabbia, fascia di sostegno o pettorina, pavimento antiscivolo | Riposo in gabbia, fascia di sostegno o pettorina, pavimento antiscivolo | Pavimento antiscivolo, scarpette di supporto o protezione | Pavimento antiscivolo, scarpette di supporto o protezione |
Terapia manuale | Massaggio, PROM (30 ripetizioni), stimolazione dei muscoli picchiettandoli o spazzolandoli, pizzicare le dita per provocare la retrazione dell’arto (5 ripetizioni), compressione articolare (10 ripetizioni), 2x/die-3x/die | Aumentare il tempo o le ripetizioni, 2x/die-3x/die | Massaggio e stretching PRN | Massaggio e stretching PRN |
Esercizio fisico terapeutico | Decubito sternale e posizione quadrupedale assistiti (3 minuti 3x/die); cambiare posizione ogni 4-6 ore per aiutare a prevenire le ulcere da decubito | Posizione quadrupedale e deambulazione assistite (3 minuti), spostamento del peso, stretching laterale usando biscotti come allettamento, da seduti a in piedi (5 ripetizioni 3x/die); UWTM (3 minuti a settimana) | Deambulazione a zig-zag (3 minuti), da seduti a in piedi, passo laterale con fascia elastica che unisce le zampe, Figura dell’8, serie di cavalletti da scavalcare (5 ripetizioni 3x/die); UWTM (5 minuti/settimana) | Aumentare il tempo o le ripetizioni degli esercizi precedenti a seconda della progressione; aggiungere deambulazione su piani inclinati; UWTM (10 minuti/settimana) |
Modalità terapeutica | Ghiaccio (10-15 minuti, 1x/die); PEMF (2x/die); TENS nell’area spinale (20 minuti 2x/die); NMES nei quadricipiti e nei muscoli posteriori della coscia (10 minuti 1x/die); PBMT e AP (ogni settimana) | Calore (10-15 minuti, 1x/die), NMES (1x/die); PBMT, PEMF, AP (ogni settimana); TENS (PRN) |
Calore, PBMT, PEMF, AP, PRN | Calore, PBMT, PEMF, AP, PRN |
Considerazioni nutrizionali | Supporto nutrizionale per il recupero e la guarigione della ferita | Supporto nutrizionale per la perdita muscolare. Iniziare una dieta per la perdita di peso, se necessario | Supporto nutrizionale per la perdita muscolare. Continuare con la gestione del peso | Continuare il supporto nutrizionale per la perdita muscolare e la gestione del peso |
Abbreviazioni: AP, NMES, FANS, PBMT, PEMF, PRN, PROM, ripetizioni, TENS e UWTM, vedere le tabelle sopra. Nota: questo protocollo può essere adattato per soddisfare altre condizioni neurologiche, tra cui embolia fibrocartilaginea, estrusione acuta non compressiva del nucleo polposo, mielopatia degenerativa, stenosi lombosacrale degenerativa e sindrome di Wobbler. |
Figura 5. Per aiutare il paziente a gestire le attività quotidiane in modo più efficace, si possono suggerire modifiche allo stile di vita ricorrendo agli ausili; questi possono essere acquistati in commercio, anche se può essere talvolta sufficiente una versione fatta in casa, come questa fascia di supporto.
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Figura 6. Gli esercizi terapeutici correggono i deficit, ripristinano la funzione, e mantengono la mobilità; l’esercizio fisico “stretching con i biscotti” prevede l’uso di un bocconcino per guidare il cane dal naso al torace e poi all’anca, favorendo il carico naturale sull’arto interessato e allungando i muscoli paraspinali e i muscoli cervicali per ridurre la tensione.
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Figura 7. L’elettrostimolazione nervosa transcutanea (TENS) è una modalità che può essere utilizzata per alleviare il dolore nei pazienti; ha pochi effetti indesiderati (solitamente nessuno) e il suo basso costo la rende un’opzione facile da includere in un piano di riabilitazione.
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Ronald Boon Wu Koh
L’integrazione della riabilitazione nella pratica veterinaria non è semplicemente una pratica accessoria, ma un fondamento delle cure centrate sul paziente, cosa che ha un impatto profondo sugli esiti della guarigione. La riabilitazione dovrebbe adottare un approccio multimodale in grado di accelerare la guarigione, migliorare la gestione del dolore, massimizzare la funzione e migliorare significativamente la qualità di vita degli animali da compagnia. Questo approccio è particolarmente importante per i pazienti geriatrici, in particolare quelli con osteoartrite (OA). Basandosi sui principi fondamentali degli stadi dell’OA, della guarigione tissutale e delle ricerche più recenti sulla riabilitazione veterinaria, è chiaro che gli esiti del paziente migliorano notevolmente quando la riabilitazione è personalizzata in base alle esigenze individuali di ogni animale.
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Ronald Boon Wu Koh
Il Dr. Koh ha conseguito la laurea in Medicina veterinaria al College of Veterinary Medicine della National Chung Hsing University di Taiwan Scopri di più
Come descritto in questo articolo, nei pazienti post-chirurgia dell’anca è essenziale una terapia di riabilitazione corretta per ottimizzare il recupero e garantire una buona qualità di vita.
È noto che l’uso di un sondino rino-gastrico per facilitare l’alimentazione enterale nei pazienti in condizioni critiche fornisce risultati positivi, ma è essenziale il posizionamento corretto il sondino; attualmente, l’ecografia sta iniziando a rivelarsi promettente nel favorire il corretto inserimento del sondino.
I cani anziani e quelli affetti da patologie ortopediche e neurologiche presentano spesso un equilibrio alterato e una ridotta stabilità posturale. Gli esercizi mirati all’equilibrio rappresentano una componente fondamentale di qualsiasi programma di riabilitazione per questi pazienti e possono contribuire in modo cruciale a migliorare la loro qualità di vita.
La maggior parte dei pet con cancro trae beneficio dalla riabilitazione in qualche stadio della malattia; il riconoscimento precoce e l’attuazione tempestiva del trattamento di supporto possono avere un impatto positivo sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza.