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Veterinary Focus

Numero 32.1 altro: scientifici

Fasi dello sviluppo felino

Pubblicato il 08/06/2022

Scritto da Kersti Seksel

Disponibile anche in Français , Deutsch , Español e English

Comprendere le varie fasi dello sviluppo di un gattino è la chiave per consigliare ai proprietari i modi migliori per interagirci, come descrive Kersti Seksel. 

È importante che i gattini abbiano contatto con le persone prima delle sette settimane

Punti chiave

I proprietari del gattino devono essere educati sui modi per ottimizzare la salute fisica e mentale del nuovo arrivato.


L’ambiente uterino durante la gestazione ha effetti significativi sul comportamento e lo sviluppo del singolo gattino, ed è essenziale che la gatta riceva una dieta bilanciata.


Il contatto e la manipolazione da parte dell’uomo sono molto importanti nei gattini prima delle 9 settimane di età, poiché li aiutano a sviluppare comportamenti socialmente accettabili.


I gattini allattati artificialmente sembrano più propensi a sviluppare comportamenti apprensivi e aggressivi verso le persone e altri gatti, e mostrano una tendenza inferiore all’apprendimento.


Introduzione

Talvolta, i gatti hanno comportamenti difficili da capire e/o gestire per i proprietari. I problemi possono verificarsi in qualsiasi fase dello sviluppo, e possono avere effetti di vasta portata per il gattino, soprattutto quando si tratta di gatti da appartamento e futuri membri attivi della famiglia; è quindi essenziale capire i vari periodi dello sviluppo felino per aiutare i gattini a crescere e a diventare adulti e buoni compagni. Il comportamento è determinato da molti fattori, tra cui la predisposizione genetica del gatto, il genotipo del padre e della madre, quello che il gatto ha imparato dalle esperienze passate (buone, cattive e neutre), nonché l’ambiente in cui si trova in ogni dato momento. Anche l’epigenetica svolge un ruolo.

Sapere cosa fare per aiutare i gattini a crescere diventando gatti ben educati è importante, e inizia con l’allevatore. Decidere quale gatta far accoppiare con quale riproduttore, e il momento opportuno, sono solo alcuni degli aspetti che influiscono su quello che può riservare il futuro. Capire come gestire la madre prima, durante e dopo la gestazione, come educare i gattini alla resilienza, e come allevarli prima che vadano nella nuova casa, sono solo alcune delle cose da considerare, e il medico veterinario dovrebbe essere disponibile e in grado di dare consigli su tutti questi aspetti. Altrettanto importante è istruire i proprietari sul modo migliore per prendersi cura della salute fisica e mentale del gattino, poiché entrambi i fattori sono importanti per fare di loro dei buoni compagni. Avere aspettative realistiche su ciò che il gattino può e deve fare in ogni dato momento aiuta a creare un forte legame tra il gatto e il proprietario.

Lo sviluppo del gattino da neonato, totalmente dipendente e con limitate capacità di percepire e rispondere agli stimoli, a creatura indipendente completamente sviluppata e capace di prendersi cura di sé stesso, cacciare, e interagire con altri membri della propria specie, così come con altre specie, avviene rapidamente. Eppure il processo è complesso e delicato, ed è influenzato da molti fattori. Sono stati identificati diversi periodi dello sviluppo: prenatale, neonatale, di transizione, di socializzazione, giovanile, adulto e anziano e ognuno di essi ha un’influenza sul comportamento del gatto (Tabella 1). Man mano che il gattino cresce, tutti i sistemi corporei, compresi il muscolo-scheletrico e nervoso, come pure i tratti psicologici (emotivi), devono svilupparsi nella sequenza corretta perché il gattino cresca in modo neurotipico (cioè, normalmente). Molta attenzione è stata data al periodo di socializzazione, poiché è quello in cui i gattini sono svezzati, possono essere dati in adozione e magari sterilizzati, quindi ci sono molte pressioni sull’animale in un periodo molto sensibile dello sviluppo. Tuttavia, non è l’unico periodo da considerare. Va inoltre notato che i periodi dello sviluppo non sono rigidamente fissati e variano a seconda del gattino; inoltre, autorità nel campo utilizzano talvolta tempi diversi per ogni periodo.

Tabella 1. I diversi stadi vitali di un gatto e l’età approssimativa. 

Stadio vitale Periodo tipico 
Prenatale in utero
Neonatale Da 0 a 2 settimane
Di transizione  Da 2 a 3 settimane
Socializzazione Da 3 a circa 7-9 settimane 
Giovanile Da ~9 settimane a 4-10 mesi
Adulto/senior
Dalla pubertà in poi 

 

Periodo prenatale

Il periodo prenatale, che va dal concepimento fino alla nascita, generalmente a 63 giorni di gestazione, è più significativo di quanto si possa pensare in termini di caratteristiche future del gattino. Le varie fasi dello sviluppo embrionale, che inizia con la fecondazione di un ovulo e porta al suo impianto in endometrio (circa due settimane dopo la fecondazione) comportano una quantità enorme di cambiamenti. Poiché i gatti sono multipari, questo processo viene ripetuto da complessi zigota-morule multipli, potenzialmente anche da accoppiamenti con maschi diversi. Una volta instaurata la gestazione, anche l’ambiente uterino ha ampi effetti sul comportamento e lo sviluppo futuri del singolo gattino. Studi hanno dimostrato che gattini nati da gatte che avevano ricevuto una dieta ipoproteica durante l’ultima fase della gestazione e la lattazione erano più emotivi e si muovevano e vocalizzano più spesso rispetto ai gattini di madri che avevano ricevuto una dieta bilanciata e completa 1. Questi gattini perdevano anche più spesso l’equilibrio e mostravano scarso attaccamento sociale e meno interazioni con la madre. In un altro studio, quando le gatte avevano ricevuto un’alimentazione con metà dei loro fabbisogni nutrizionali, i gattini mostravano deficit dello sviluppo di alcune regioni cerebrali (cervello, cervelletto e tronco cerebrale) 2. Queste aree avviano e coordinano il movimento e le azioni, ed erano evidenti ritardi in molte azioni tra cui suzione, apertura degli occhi, movimento strisciante, postura, deambulazione, corsa, gioco, e arrampicata. Tuttavia, l’impatto dell’alimentazione sull’epigenetica rimane ancora un’area di ricerca. Anche il microbioma felino è un’area sempre più indagata, e i suoi effetti sullo sviluppo del gattino non sono ancora del tutto compresi.

Periodo neonatale

Il periodo neonatale va dalla nascita fino a circa due settimane di età, anche se alcuni autori ritengono che duri solo circa 7 giorni. Tuttavia, poiché è la madre a stimolare attivamente lattazione, minzione e defecazione (è necessaria la stimolazione perineale al cucciolo) nelle prime 2 settimane di vita, è probabile che il periodo neonatale duri fino a questo punto. Un comportamento materno valido è essenziale perché il gattino si sviluppi bene (Figura 1); poiché i gattini nascono ciechi e praticamente sordi, con capacità limitate di muoversi e regolare la temperatura corporea, sono totalmente dipendenti dalla madre per la sopravvivenza. 

Mangiare e dormire sono le attività più rilevanti per i gattini in questa fase, che nella prima settimana di vita trascorrono (in media) circa 4 ore al giorno succhiando il latte. Poiché i gattini nascono con gli occhi chiusi (sebbene prima della nascita possano essere presenti molti riflessi oculari, come ad esempio il riflesso palpebrale 3) e con un udito scarso, si affidano al senso dell’olfatto, al tatto e alla capacità di rilevare il calore. Dato che il gattino non è in grado di regolare la temperatura corporea, la capacità di rilevare un gradiente termico è importante per la sopravvivenza, mentre la localizzazione del capezzolo avviene grazie al senso dell’olfatto. Tuttavia, anche se i gattini non vocalizzano molto, fanno le fusa quando succhiano il latte e piagnucolano in risposta al disagio fisico. Poiché i gattini nascono neurologicamente immaturi, alla nascita il movimento è limitato e le zampe non sono abbastanza forti da sostenere il peso corporeo fino a circa la seconda settimana di vita. Tuttavia, riescono a riposizionarsi se vengono messi a pancia in su, poiché la capacità di raddrizzamento si sviluppa prima della nascita. 

I gattini sono totalmente dipendenti dalla madre per la sopravvivenza

Figura 1. I gattini sono totalmente dipendenti dalla madre per la sopravvivenza; quindi, un comportamento materno adeguato è essenziale per un loro sviluppo sano. 
Crediti: Shutterstock

Kersti Seksel

Oggi, quasi tutti i comportamentalisti veterinari credono nell’utilità dei corsi di socializzazione per gattini (quando l’insegnamento è corretto), e questo concetto è incluso nelle linee guida sul comportamento felino dell’American Association of Feline Practitioners.

Kersti Seksel

Periodo di transizione

Durante questo periodo (2-3 settimane di età) si verificano cambiamenti fisici e comportamentali rapidi, e i gattini sviluppano un certo grado di indipendenza dalla madre. I gattini possono strisciare e camminare, anche se goffamente, e ora gli occhi e le orecchie sono funzionanti. Spuntano i denti da latte, anche se i gattini non iniziano a ingerire solidi solitamente fino alla fine del periodo di transizione, ma il senso dell’olfatto sarà completamente sviluppato entro 3 settimane di età.

È importante sottolineare che, secondo alcuni report, i gattini separati dalla madre e allattati artificialmente a partire da 2 settimane di età sembravano più timorosi e aggressivi nei confronti delle persone e degli altri gatti 4,5,6. Erano anche più sensibili ai nuovi stimoli, avevano capacità di apprendere più limitate, e meno abilità sociali e genitoriali. Questi effetti possono essere attenuati, almeno in parte, se i gattini sono allattati artificialmente in una casa dove sono presenti altri gatti neurotipici, in modo da poter imparare osservando gli altri felini.

Periodo di socializzazione

La socializzazione è fortemente legata allo sviluppo neurologico e fisico del gattino, ma il processo non si limita alle prime fasi di vita del gattino, poiché continua per tutta la vita del gatto. Il modo in cui il gattino impara a socializzare può svolgere un ruolo nelle modalità di interazione con i nuovi individui quando sarà un gatto adulto. Si ritiene che il periodo di socializzazione duri da circa 3 a 7 settimane di età, anche se alcuni autori suggeriscono che potrebbe durare fino a 9 settimane di età. Ciò costituisce un’importante distinzione rispetto al cane, poiché il periodo di socializzazione del gatto sembra terminare prima; ma poiché il gioco sociale del gattino raggiunge il picco a 9-14 settimane di età, è stato suggerito che questo potrebbe non essere sempre vero. Inoltre, si pensa che la durata di questo periodo vari a seconda del soggetto, della razza e di fattori esperienziali. Durante questo periodo il gattino diventa più indipendente, e questo avviene anche solitamente quando viene dato in adozione. 

Questa fase è legata all’ulteriore sviluppo di vari sistemi corporei. Quando il gattino ha 4 settimane, l’udito è perfettamente funzionante (possono riconoscere i vocalizzi della madre quando vengono registrati e riprodotti, e miagolano in risposta agli stessi suoni emessi da altri gatti 7; inoltre, è presente la percezione della profondità, anche se l’acuità visiva continua a migliorare fino alle circa 16 settimane. Quando il gattino ha 6 settimane di età, la capacità di raddrizzarsi in caduta è equivalente a quella di un gatto adulto, e da 7 settimane la termoregolazione è pari a quella di un gatto adulto. Entro 5-6 settimane di età, il gattino ha il pieno controllo volontario dell’evacuazione, e può iniziare a scavare buche nel terreno smosso, per poi coprire feci e urina. La risposta con spalancamento della bocca (simile al Flehmen per annusare le urine) inizia ad apparire intorno alle 5 settimane ed è paragonabile agli adulti a partire dalle 7 settimane di età.

A partire da 6-7 settimane di età la deambulazione diventa simile a quella dell’adulto, e durante questo periodo si espande il gioco, con numerosi tipi riconosciuti (gioco sociale, gioco con oggetti e gioco locomotorio). Il gioco sociale inizia a circa 4 settimane di età e raggiunge il picco a circa 9-14 settimane. Il gioco con oggetti e il gioco locomotorio iniziano a 6 settimane di età e raggiungono il picco a circa 16 settimane, mentre la coordinazione occhio-zampa si sviluppa a partire da circa 6 settimane (Figura 2). Dopo le 14 settimane inizia il gioco per affrontare la paura, e i gattini imparano a giocare alla lotta, con combattimenti sociali. È noto che i gattini figli unici giocano di più con gli oggetti e con le loro madri, rispetto ai gattini in cucciolata 8.

Giocare è parte essenziale dello sviluppo del gattino

Figura 2. Giocare è parte essenziale dello sviluppo del gattino, e contribuisce a migliorare la coordinazione occhio-zampa. 
Crediti: Shutterstock

A questo punto, i gattini mangiano cibo solido, solitamente ciò che mangia la madre, se ne hanno la possibilità; in questo periodo vengono anche stabilite le preferenze individuali. È stato dimostrato che il momento dello svezzamento influenza il comportamento dei gattini 9,10,11,12, e i soggetti svezzati precocemente (a partire da 4 settimane di età) mostrano un comportamento predatorio più precoce della norma, mentre i gattini svezzati tardivamente (a partire da 9 settimane di età) ritardano l’esordio del comportamento predatorio ed è meno facile che uccidano le prede.

A partire da circa 3 settimane di età, la madre inizia a insegnare ai gattini i rudimenti della caccia 13, e quando il gattino ha circa 5 settimane di vita si osserverà un comportamento predatorio essenziale e indipendente. I gattini sono incapaci di imparare a rispondere ai segnali puramente visivi fino ad almeno 1 mese di età, ma da circa 6-8 settimane iniziano a reagire alle minacce visive e olfattive come farebbero i gatti adulti.

Le reazioni di paura alla minaccia possono iniziare a manifestarsi entro 6 settimane di età. Le differenze individuali nel comportamento iniziano durante il secondo mese di vita, a causa delle influenze genetiche e dei vari ambienti iniziali. Un aumento della manipolazione (lieve stress) sembra accelerare lo sviluppo. Il momento più ricettivo per la socializzazione dei gattini con l’uomo e altre specie cade tra 2 e 9 settimane di età, e maggiore è la manipolazione da parte delle persone, meno è probabile che si sviluppi la paura dell’uomo. Sembra che, per educare i gattini alla socialità, sia importante che abbiano contatto con le persone prima delle sette settimane di età, per consentirgli di sviluppare comportamenti socialmente accettabili 14. La manipolazione regolare delicata e un contenimento di routine molto leggero (prendere e tenere in braccio) del gattino devono quindi iniziare prima dei 3 mesi di età, preferibilmente il più presto possibile, anche poco dopo la nascita (Figura 3). Durante questo periodo sensibile dello sviluppo è anche importante che il gattino sia esposto a vari stimoli nuovi in modo non minaccioso 15. Questo è quindi il momento migliore per iniziare i corsi di “asilo per gattini” (Riquadro 1). Oggi, quasi tutti i comportamentalisti veterinari credono nell’utilità dei corsi di socializzazione per gattini (quando l’insegnamento è corretto), e questo concetto è incluso nelle linee guida sul comportamento felino dell’American Association of Feline Practitioners (AAFP) 16.

Riquadro 1. Suggerimenti per il successo delle classi per gattini.

• Avviate il corso inizialmente senza gattini, per consentire ai proprietari di concentrarsi sugli argomenti trattati. 
• Il primo corso dovrebbe coprire la cura del gattino, una discussione sul comportamento normale del gatto, e consigli ai proprietari per progettare un ambiente che soddisfi tutte le esigenze del gattino, prevenendo lo sviluppo dei problemi comportamentali. 
• Potrebbe essere necessario svolgere i corsi in tempi abbastanza brevi, poiché il periodo di socializzazione può terminare intorno alle 9 settimane di età; quindi, può essere necessario avere tre corsi alla settimana. 
• I gattini inclusi nel corso devono avere un’età compresa tra 8 e 13 settimane, essere esenti da ectoparassiti e da qualsiasi evidenza di malattia potenzialmente infettiva, e aver completato almeno un ciclo vaccinale. La tempistica esatta dipenderà naturalmente dal programma vaccinale pertinente, e dalle eventuali restrizioni relative al momento per dare il gattino in adozione. 
• Non è consigliabile che i gattini di età superiore a 13 settimane inizino i corsi, ma i proprietari di gatti più anziani possono essere incoraggiati a partecipare senza il gatto.
• Sono ideali tre gattini per classe; sei è il massimo assoluto. 
• Incoraggiate tutta la famiglia a partecipare, con tutti i bambini con meno di 5 anni accompagnati da un adulto.
• I corsi sono più facili da gestire con due istruttori, anche se una sola persona può solitamente bastare dato che i gattini non interagiscono così tanto come i cuccioli.
• Lo spazio disponibile determina il numero di gattini e di persone ospitabili; tutti devono essere seduti, e ci deve essere spazio per attrezzature come ad esempio tiragraffi, lettiere, giocattoli e cestini. La stanza deve anche essere a prova di gattino per evitare che fuggano.
• Fornite del materiale in modo che i proprietari possano rivedere le informazioni a casa in un secondo momento.
È importante che i gattini abbiano contatto con le persone prima delle sette settimane, per consentire loro di sviluppare comportamenti socialmente accettabili

Figura 3. È importante che i gattini abbiano contatto con le persone prima delle sette settimane, per consentire loro di sviluppare comportamenti socialmente accettabili; quindi, si raccomanda di iniziare il più presto possibile una manipolazione regolare e delicata, anche poco dopo la nascita. 
Crediti: Shutterstock

Periodo giovanile

Si ritiene che il periodo giovanile inizi a circa 9 settimane di età e duri fino alla maturità sessuale (a 4-10 mesi di età). Anche se gli schemi comportamentali di base non cambiano in questo periodo, si hanno miglioramenti progressivi nelle capacità motorie e nella coordinazione, e i gattini diventano sempre più indipendenti. In questo periodo i gattini diventano pronti a lasciare la famiglia, e anche completamente indipendenti per quanto riguarda le esigenze alimentari. Il gioco e l’esplorazione degli oggetti inanimati, come pure il gioco locomotorio iniziano ad aumentare a circa 7-8 settimane di età, ma raggiungono il picco a circa 18 settimane. Il gioco sociale è più diffuso da circa 4-14 settimane di età, e inizia ad assumere aspetti di predazione nel terzo mese di vita. Il gioco con gli oggetti può essere sociale o solitario, e può includere azioni come tastare con le zampe, avvicinarsi in modo furtivo, saltare sopra, mordere gli oggetti e bloccarli con le zampe. Questo tipo di gioco simula ovviamente una varietà di aspetti della sequenza predatoria.

Kersti Seksel

Alcuni gatti potrebbero non avere mai molta fiducia nell’uomo, a prescindere dalla quantità di socializzazione che ricevono. Tuttavia, la manipolazione regolare dalla nascita fino a 7-9 settimane di età può aumentare la probabilità che il gatto socializzi bene, e si ritiene che siano utili anche solo 15 minuti al giorno.

Kersti Seksel

Periodo adulto

Il periodo giovanile si considera concluso con l’esordio della pubertà, quando è possibile la riproduzione sessuale, e con l’inizio del periodo adulto. I gattini possono mostrare i primi segni di calore tra i 3,5 e i 12 mesi di età, più generalmente tra 5 e 9 mesi, e vari fattori svolgono un ruolo. Le razze orientali sono spesso sessualmente attive prima delle altre razze, e i primi segni di calore possono essere influenzati da fattori ambientali come ad esempio la nascita all’inizio della primavera, l’esposizione a gatti maschi interi, la presenza di altre gatte in estro, o periodi di luce solare crescente. Tuttavia, hanno un ruolo anche il peso corporeo del gatto e la stagione di nascita, oltre a poter variare a seconda che nascano nell’emisfero settentrionale o in quello meridionale. Le gatte sono poliestrali stagionali, per cui durante la stagione riproduttiva si hanno molti periodi di ricettività sessuale, e l’ovulazione è indotta; in altre parole, non ovulano a meno che non avvenga l’accoppiamento, motivo per cui la gatta può accoppiarsi con molti maschi in questo periodo. Il periodo giovanile per i gattini maschi termina quando iniziano a produrre spermatozoi vitali, a circa 8-12 mesi di età. 

La maturità sessuale non equivale alla maturità sociale. Quest’ultimo termine si riferisce allo sviluppo di comportamento sociale nell’adulto e alle interazioni con altri gatti, come pure al comportamento di difesa territoriale. Si ritiene che si verifichi tra 36 e 48 mesi di età, un tempo superiore a quello impiegato dal cane per raggiungere la maturità sociale; questo perché si pensa che i gatti debbano svilupparsi fisicamente e mentalmente abbastanza da far fronte a una società di adulti. 

Infine, di recente, si sta prestando maggiore attenzione al periodo in cui i gatti diventano anziani. Anche se finora sono state condotte relativamente poche ricerche sul gatto anziano per quanto riguarda le alterazioni comportamentali associate all’invecchiamento, queste sono ben riconosciute nella pratica. Nel gatto che invecchia sono state riconosciute molte alterazioni comportamentali, e le capacità mentali del gatto sembrano diminuire durante l’invecchiamento; inoltre, sono attualmente in corso molti studi sullo stato cognitivo felino e sul declino cognitivo nei gatti anziani. 

Personalità

Il modo in cui un soggetto tende a mostrare schemi comportamentali, pensieri e sentimenti caratteristici è descritto come personalità. La capacità del gatto di socializzare con l’uomo sembra essere dovuta alla sua personalità ereditaria (Figura 4). Alcune ricerche hanno dimostrato che esistono caratteristiche geneticamente “amichevoli” (audacia) e geneticamente “ostili” (timidezza), e questa parte della personalità è influenzata per via paterna 17. Pertanto, alcuni gatti potrebbero non diventare mai molto sicuri di sé accanto all’uomo, a prescindere dalla quantità di socializzazione che ricevono. Tuttavia, come già detto, la manipolazione regolare dalla nascita fino a 7-9 settimane di età può aumentare la probabilità di rendere ben socializzato il gatto, e sono ritenuti utili anche solo 15 minuti al giorno, con un effetto più marcato nei gattini timidi. La variabilità nella personalità felina ha importanti implicazioni sul modo in cui un soggetto soddisferà le aspettative del proprietario per quanto riguarda la relazione con il suo gatto. I gatti audaci e chiassosi non sono apprezzati da tutti, mentre alcuni proprietari hanno difficoltà a gestire un gatto timido che non è amichevole con le persone.

La personalità del gatto ha importanti implicazioni sul modo in cui soddisferà le aspettative del proprietario

Figura 4. La personalità del gatto ha importanti implicazioni sul modo in cui soddisferà le aspettative del proprietario per quanto riguarda la relazione con l’animale. 
Crediti: Shutterstock

Conclusione

Comprendere i periodi dello sviluppo felino ci aiuta a capire meglio il loro comportamento e i motivi delle loro azioni. Questo è importante per vari motivi, come aiutare gli allevatori a selezionare i soggetti che produrranno gatti migliori in termini di carattere, e contribuire a cementare il legame tra gatti e proprietari (riducendo quindi il rischio di abbandono a causa di comportamenti indesiderati). I medici veterinari possono e devono dare ai proprietari i migliori consigli possibili sui gatti e il loro sviluppo, in modo da ottimizzare il benessere del gattino; in questo modo il futuro dei gatti come compagni di vita è assicurato.

Ulteriori letture

  • Overall KL. Clinical Behavioural Medicine for Small Animals. St Louis, MI; Mosby, 2013.
  • Seksel K. Training Your Cat. Melbourne; Hyland House, 2001.
  • Landsberg G, Hunthausen W, Ackerman L. Handbook of Behaviour Problems of the Dog and Cat. Oxford; Butterworth-Heinemann, 2012.
  • Beaver B. Feline Behavior; A Guide for Veterinarians (2nd ed.) St Louis, MI; Saunders Elsevier, 2003.
  • Bradshaw, JWS. The Behaviour of the Domestic Cat. London; CAB International, 2012.

Riferimenti

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  6. Chon E. The effects of queen (Felis sylvestris)-rearing versus hand-rearing on feline aggression and other problematic behaviors. In; Mills D, Levine E (eds) Current Issues and Research in Veterinary Behavioral Medicine. West Lafayette, Ind. Purdue University Press, 2005;201-202.

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  9. Barrett P, Bateson P. The development of play in cats. Behaviour 1978;66:106-120.

  10. Bateson P, Mendl M, Feaver J. Play in the domestic cat is enhanced by rationing of the mother during lactation. Anim. Behav. 1990;40:514-525.

  11. Martin P, Bateson P. The influence of experimentally manipulating a component of weaning on the development of play in domestic cats. Anim. Behav. 1985;33:502-510.

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  17. McCune S. The impact of paternity and early socialisation on the development of cats’ behaviour to people and novel objects. Appl. Anim. Behav. Sci. 1995;45:111-126.

Kersti Seksel

Kersti Seksel

Dopo la laurea all’Università di Sydney, la Dr.ssa Seksel ha lavorato nel Regno Unito prima di un Master in Scienze comportamentali e un Master of Arts. Scopri di più

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